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domenica, 14 Agosto 2022

Ambiente, opposizioni critiche su ddl FVG Green

21.04.2022 – 18.30 | La giornata odierna ha visto i consiglieri impegnati in IV commissione per l’illustrazione del disegno di legge 163 in materia di politiche ambientali, ribattezzato FVG Green. Un disegno di legge che si pone come principali obiettivi la riduzione dell’effetto serra entro il 2030 e il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2045. Il ddl ha però raccolto lo scetticismo di gran parte dei componenti delle Opposizioni.

“La tanto annunciata legge FVGreen non è altro che un provvedimento tardivo e insufficiente – sono state le parole del consigliere del Partito Democratico Nicola Conficoni – visto che non introduce alcun elemento di novità e stanzia risorse decisamente inadeguate a traguardare gli obiettivi di sostenibilità per ora solo decantati.”. Insomma, la lunga attesa per questa legge non è stata premiata, secondo l’esponente dem, da una legge valida ad ampio respiro strategico: “Dopo quattro anni di attese e rinvii manca ancora la strategia e le azioni sono carenti nonostante cittadini e imprese siano quotidianamente alle prese con le molte problematiche legate ai temi energetici e di sostenibilità ambientale inseguiti dalla Giunta senza la necessaria determinazione.”. Una legge, per Conficoni, che “è insufficiente perché non contiene significativi elementi di novità, è sostanzialmente un’elencazione di misure già attive. Ma non è povera solo di idee, ma anche di risorse perché mette in campo solo sei milioni di euro. L’auspicio è che in fase di approvazione la Giunta dimostri una concreta disponibilità a stanziare maggiori fondi e ad accogliere proposte e suggerimenti migliorativi che potranno introdurre elementi di innovazione ora mancanti.”. Anche la collega di partito, Mariagrazia Santoro, ha espresso le medesime perplessità sul ddl FVG Green: “Dopo quattro anni di attesa e di rinvii, leggere che la strategia regionale per lo sviluppo sostenibile sarà oggetto di un successivo atto, all’interno di una legge multisettoriale, è quantomeno imbarazzante.” afferma senza mezzi termini. “Una domanda sorge dunque spontanea: abbiamo atteso quattro anni e rimandato tutti gli emendamenti proposti dalle opposizioni rispetto a interventi su questo ampio tema, per uno spezzatino? Non si capisce per quale motivo si debba spezzettare questa azione, inserendo iniziative nella legge multisettoriale, in particolare sulla questione fotovoltaico, capannoni e incentivi. Se non è questo uno dei nodi strategici nella transizione energetica allora ci chiediamo quali siano.”.

Fortemente critica anche la voce del MoVimento 5 Stelle, il cui pensiero è stato affidato alla consigliera Ilaria Dal Zovo: “Siamo profondamente delusi da un testo in cui non vediamo la rivoluzione di cui abbiamo sentito parlare negli ultimi anni. Tutto quello che è contenuto all’interno del provvedimento, sono norme e principi già previsti dallo Stato, e per i quali esistono già degli impegni. Mancano completamente idee, strumenti e innovazioni.”. Sono tanti, secondo Dal Zovo, gli aspetti su cui il ddl si rivela manchevole: “Dov’è la transizione ecologica? Dov’è l’innovazione per arrivare alla neutralità climatica entro il 2045? Non è tempo di principi, ma di risposte alle nuove generazioni, che chiedono di cambiare urgentemente rotta, attraverso azioni che portino ad un ambiente di vita salubre, giustizia sociale e un mondo equo e di pace. Più volte – prosegue Dal Zovo – davanti alle nostre proposte in tema ambientale, ci è stato chiesto il ritiro perché le varie questioni sarebbero state affrontare in questo disegno di legge. Ci troviamo davanti, invece, numerosi strumenti e contributi che già esistono e nulla portano in termini di benefici e soluzioni per arrivare alla neutralità climatica e alla sostenibilità delle politiche.”. La consigliera dichiara però la disponibilità dei pentastellati a collaborare a un miglioramento sostanziale della legge: “L’assessore Scoccimarro ha aperto alla possibilità di accogliere spunti e proposte: ci auguriamo naturalmente che si tratti di una disponibilità reale. Le nostre non sono richieste di ritocco, ma intendiamo contribuire attivamente a costruire una legge densa di contenuti e soluzioni, che porti ad un cammino di sostenibilità, per non approvare soltanto una mera dichiarazioni di intenti .Da parte nostra, le idee sono tante e le abbiamo portate avanti a più riprese nel corso della legislatura e sono contenute nel nostro programma elettorale. Due di queste sono le proposte di legge del M5S, illustrate oggi, per la progettazione di città verdi e per la valutazione di sostenibilità delle politiche pubbliche, a cui si aggiungono il sostegno alla creazione delle comunità energetiche, il contrasto alla povertà energetica. Proposte in alcuni casi casi già presentate – conclude la portavoce pentastellata – ma rigorosamente bocciate.”.

Una critica simile è proposta da Massimo Morettuzzo, consigliere del Patto per l’Autonomia: “A tutte le numerose proposte sui temi dell’ambiente e della transizione ecologica che abbiamo fatto in questa legislatura, ci è stato risposto di non preoccuparci, perché la Giunta stava lavorando alla legge FVGreen che avrebbe raccolto le proposte uscite dal Consiglio regionale e determinato un grande passo in avanti nelle politiche ambientali del Friuli Venezia Giulia, portandolo addirittura ad essere Regione pilota per il Green Deal europeo, tanto da raggiungere la neutralità carbonica con 5 anni di anticipo sulla scadenza del 2050 posta dall’Unione europea. Manca totalmente una visione di insieme – prosegue il consigliere di opposizione -, capace di tracciare una direzione di marcia chiara e orientata a un vero processo di cambiamento: come si può parlare di transizione energetica a prescindere da un
Piano energetico regionale aggiornato? Che transizione si vuole avviare se non si dà nemmeno un euro di contributo alle aziende che possono installare pannelli fotovoltaici sui propri stabilimenti produttivi? Come può una norma che vorrebbe essere una legge quadro sul tema ambientale non considerare la questione del consumo di suolo, incentivato dalla Giunta attraverso i contributi sulle prime case di nuova costruzione invece che sulle ristrutturazioni? Come si fa a citare più volte in norma il tema dei cambiamenti climatici e continuare a finanziare con decine di milioni di euro impianti sciistici a bassa quota? Alla luce delle forti criticità della nuova legge, presentata alla vigilia della Giornata mondiale della Terra, mi auguro – conclude il capogruppo del Patto – che la Giunta Fedriga tenga in considerazione le proposte che arriveranno dalle Opposizioni e cambi profondamente un testo che rischia di essere totalmente inutile in un ambito in cui invece è necessaria un’iniziativa forte da parte della Regione, che dovrebbe fare leva anche sulla sua specialità come strumento per fare prima e meglio dello Stato, quanto serve per affrontare un tema che sta diventando sempre più urgente”.

“Il disegno di Legge della Giunta non fissa alcuna scadenza, nemmeno per definire i piani per il contrasto ai mutamenti climatici e la riduzione di gas serra.” osserva invece il consigliere di Open Sinistra Furio Honsell. “Quindi tanto meno per avviarli e metterli a regime. La norma  parla genericamente del 2045 per il raggiungimento dell’equilibrio, ma nulla in questa legge permette di capire se questo obiettivo sia realizzabile. Non ci sono né tempistiche, né cronoprogramma, né obblighi stringenti per le autonomie regionali.”. Il consigliere parla quindi della proposta di legge 77, che ha illustrato stamani in commissione, collegata al ddl163: “Ben diversamente prevede la nostra legge, che richiede che venga al più presto varato il bilancio energetico regionale, con il calcolo delle attuali emissioni di CO2-equivalente e la predisposizione di schede da accompagnare ad ogni iniziativa regionale per monitorare come proceda il percorso di riduzione delle emissioni. È indispensabile la consapevolezza di come si vada ad incidere sull’impronta carbonica. Solamente con un monitoraggio attento e l’obbligatorietà di certi criteri è possibile ritenete plausibile l’obiettivo del 2045. La nostra legge prevede anche di sfruttare i sistemi di certificazione. Auspichiamo – conclude Honsell – che nel corso del dibattito vengano ripresi questi spunti offerti dalla nostra proposta di legge, altrimenti la Legge di Scoccimarro rimarrà solo l’ennesimo auspicio completamente teorico, e intanto si procederà come sempre.”.

Da parte del consigliere dei Cittadini, Tiziano Centis, viene invece sottolineata “la necessità di portare a termine il percorso di questa importante legge attraverso la massima partecipazione e condivisione di tutti  portatori di interesse sia a livello regionale che nazionale. L’obiettivo principale – ha proseguito Centis – sarà quello di individuare gli indirizzi e le azioni migliori per il Friuli Venezia Giulia attraverso un approccio che integri lo sviluppo sostenibile con gli effetti climatici. Tra le altre sottolineature, inoltre, ho fatto notare le irrisorie risorse messe a disposizione (150 mila euro in tre anni dal 2022 al 2024) della cabina di regia composta da esperti e professionisti che dovrà fare sintesi per individuare un ampio indirizzo analitico di sviluppo sostenibile, ovvero un attento e preciso lavoro di costruzione di una buona legge. Dopo quattro anni di silenzio – conclude Centis – non si può pensare di fare in fretta e furia una legge, seppur molto attesa da anni, soltanto per un mero ritorno elettorale.”.
[E.R.]

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