Liliana Resinovich, nominati due nuovi consulenti dal marito Sebastiano. Uno seguì il caso di Emanuela Orlandi

29.04.2025 – 12.55 – Sebastiano Visintin, il marito di Liliana Resinovich, unico indagato nella relativa inchiesta della Procura di Trieste aperta per omicidio, ha nominato due nuovi consulenti. Dunque, al medico legale Raffaele Barisani e al biologo ed ex comandante dei Ris di Parma Luciano Garofano, si aggiungono l’ingegnere informatico forense Michele Vitiello e Noemi Procopio, docente di Scienze forensi alla Central Lancashire University.
Vitiello seguirà Visintin per quanto riguarda i suoi dispositivi informatici, telefoni e GoPro.
Vitiello, che ha lo studio a Brescia, ha lavorato, tra gli altri, ai casi di Emanuela Orlandi, Denise Pipitone, la strage del Mottarone. Procopio è già stata coinvolta nel caso Resinovich, senza diventare consulente di parte di Visintin: aveva svolto uno studio sul microbiota, per datare la morte di Liliana. Liliana scomparve il 14 dicembre 2021 e il suo corpo fu ritrovato il 5 gennaio successivo. Tornando a parlare ai microfoni della trasmissione Quarto Grado, Visintin ha espresso il desiderio di cremare la moglie per conservare le ceneri e averle a casa con sè. Ha poi ribadito nuovamente la sua totale estraneità ai fatti spiegando che “gli inquirenti sono stati parecchie volte a casa mia, non solo il giorno della perquisizione, e hanno sempre controllato e guardato tutto. La sera in cui sono stato iscritto al registro degli indagati sono venuti in forma quasi mirata“.

Poi ha aggiunto, “non so cosa hanno portato via da casa, perché sono rimasto in soggiorno visto che non stavo molto bene. Naturalmente dopo mi hanno dato un elenco di tutte le attività che hanno fatto, ma io non l’ho letto. L’ho dato direttamente al mio avvocato”. Circa 700 gli oggetti sequestrati nella sua abitazione, moltissimi coltelli ma il marito di Liliana a voluto puntualizzare: “Non è possibile che i coltelli sequestrati siano stati da me nuovamente arrotati dopo la morte di Lilly. Si tratta infatti di lame che non usavo più riposte in alcuni scatoloni. Erano oggetti troppo piccoli che non potevo dare alle persone, anche perché è per loro che riaffilo le lame”. Ad essere sequestrato anche un maglione giallo – che l’uomo indossava al momento della scomparsa della moglie – e dei guanti arancioni. Su quel maglione, infatti, gli investigatori avrebbero trovato tracce riconducibili al cadavere di Liliana:  “Questo maglione è molto comune a Trieste – ha sempre spiegato Visintin – l’altro giorno mi ha chiamato una mia amica e mi ha mostrato le foto della squadra di maratoneti nel quale c’è anche Claudio Sterpin. In quella squadra tutti avevano lo stesso maglione”.

[e.b.]

Ultime notizie

Dello stesso autore