27.04.2025 – 07.01 – Piaceva ai britannici, piaceva ai tedeschi, ma non ha funzionato. Ci riferiamo al treno “dei tre popoli” ovvero il “Trieste-Fiume” che, annunciato nell’estate 2024, non verrà ora rinnovato nel 2025. L’ufficializzazione giunge direttamente dal segretariato del CEI, con riferimento al progetto coinvolto, ovvero il ‘SUSTANCE EU Interreg Project‘. Tra gli appassionati di ferrovie la notizia era nota da tempo e la conferma ufficiale, con riferimento alla CEI, giunge dal sito #CrossBorderRail. Ufficialmente le ferrovie slovene hanno comunicato che sono in corso importanti lavori sulle proprie linee e pertanto il viaggio viene sospeso. Tuttavia, come osservava il giornalista Jon Worth, “mi sembra una ragione a malapena credibile, considerando che i due treni giornalieri Lubiana – Fiume siano invece inseriti nelle tabelle orarie come normalmente funzionanti tutta l’estate, tanto quanto i treni da Sesana e al confine italiano di Villa Opicina”.
In ogni caso il treno non verrà rinnovato per il 2025 e non vi sono date certe sulla sua ripartenza. Ciò potrebbe lasciare indifferenti i triestini o in generale gli italiani; l’assenza totale infatti di informazioni pubblicitarie nella stazione dei treni di piazza Libertà e l’impossibilità di comperare online il biglietto aveva reso molto difficile che il servizio divenisse popolare, nonostante alcuni articoli de Il Piccolo e delle testate locali. Tuttavia, al di fuori dell’ambito provinciale, la suggestione di un treno ‘Trieste-Fiume’ aveva catturato l’attenzione dei giornali inglesi, dapprima con The Sun e poi con The Times, oltre al Kurier tedesco. I giornalisti osservavano la rapidità del nuovo collegamento – circa due ore a confronto con le cinque richieste nel 1980 – però si percepivano, in sottofondo, i problemi tecnici e burocratici legati in larga parte al tratto sloveno. Tristan Rutheford aveva addirittura definito nell’occasione la città di Fiume “gemello di Trieste”.
Il primo problema col treno Trieste-Fiume era la completa, totale, assenza di pubblicità da parte italiana: non utilizzando convogli nazionali, Trenitalia non ne dava comunicazione, specie in quella stazione di piazza della Libertà dove più i turisti cercano informazioni. Perché dopotutto dare spazio ad un concorrente europeo? Il secondo problema – e forse il più grave, in retrospettiva – era legato alla falsa affermazione “da Trieste”. Il treno partiva infatti dalla stazione di Villa Opicina; alla periferia di Trieste e certo non facile da raggiungere, se non con un taxi o controllando con attenzione gli autobus e le fermate. Se un treno parte da Trieste, deve per forza partire dalla stazione principale; Villa Opicina è un’interessante fermata, ma troppo scomoda, specie per chi proviene da fuori. La frequenza stessa dei treni era molto limitata, complice anche l’assenza di chiare informazioni; al di fuori della stampa locale che ne aveva dato notizia, era difficile comprendere partenze e fermate del treno. La stessa Villa Opicina non aveva né poster, né totem che indicassero questa novità. Se un treno vuole davvero essere transfrontaliero, deve avere il coraggio di proporre un ventaglio di partenze a più ore del giorno e non limitate a due possibili scambi. Era inoltre fonte di grande scoraggiamento il sistema di prenotazione dei biglietti; nell’anno 2024, all’interno di una digitalizzazione quanto mai pervasiva, non era possibile prenotare i biglietti online, ma occorreva acquistarli a bordo. E non solo uno, ma due biglietti: un biglietto di andata per il tratto sloveno dove era accettato solo il contante, con gran sorpresa di tanti viaggiatori; e un biglietto al ritorno, per il tratto da Fiume a Trieste, acquistabile stavolta nella biglietteria croata. Il problema maggiore sembra restare, allo stadio attuale, la difficoltà di adeguare i treni sloveni alla segnaletica e a parte della regolamentazione italiana; fino a quando quest’ostacolo tecnico non verrà risolto, Villa Opicina rimarrà l’unica stazione disponibile.
[z.s.]


