04.02.2025 – 11.48 – Si chiama “webGIS” la piattaforma partecipativa on line attraverso la quale il Comune consentirà ai cittadini di offrire il proprio contributo alla costruzione del quadro conoscitivo relativo alla Variante del Piano Regolatore Generale Comunale attualmente in corso di elaborazione. Le modalità di utilizzo del nuovo strumento informatico sono state presentate questa mattina dall’assessore alle Politiche del Territorio Michele Babuder. «In realtà continuiamo un percorso intrapreso con l’obbligo di conformare il Piano regolatore generale a quello paesaggistico regionale – ha detto l’assessore – in chiave dello sviluppo sostenibile, del contenimento del consumo del suolo e nell’ottica del recupero delle aree dismesse promuovendo la qualità dell’ambiente ed incentivando la mobilità sostenibile». Alla piattaforma webGIS potranno indirizzare i propri contributi non solo i cittadini ma anche ordini professionali e associazioni nell’individuazione di beni culturali, aree dismesse o degradate e punti panoramici che possano rivestire interesse collettivo e che poi saranno valutate dai tecnici comunali per un successivo inserimento nel Piano Regolatore Generale Comunale. A tal fine è stato predisposto un sistema cartografico di segnalazione on line per contribuire direttamente. Il Consiglio comunale ad agosto 2024 aveva approvato la delibera che definisce il Quadro degli obiettivi del Piano Regolatore Generale Comunale, armonizzato con quello Paesaggistico regionale.
Per i beni culturali gli obiettivi sono quelli di proteggere il patrimonio architettonico e di riconoscere e connettere i beni culturali all’interno della Rete dei Beni storico-culturali del Piano paesaggistico regionale che promuove la ricognizione dei punti panoramici quali elementi del paesaggio funzionali e strategici per apprezzare la bellezza della città e del suo territorio. Per quanto riguarda, invece, le aree dismesse e degradate, l’obiettivo è promuovere la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, favorendo interventi di rigenerazione urbana di aree degradate e il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente per evitare nuovo consumo di suolo. Proprio a tal fine, il Consiglio comunale, a novembre dello scorso anno, ha introdotto delle norme di salvaguardia volte a congelare per un periodo di due anni la possibilità di trasformazione delle aree di espansione non già urbanizzate. Si tratta di undici aree non dotate di Piano Attuativo o con Piano Attuativo decaduto e non attuato. Le segnalazioni che perverranno saranno poi verificate e valutare e, se coerenti con le finalità dei quadri conoscitivi, solo successivamente saranno inserite e rese pubbliche nel visualizzatore WebGIS. Il periodo utile per le segnalazioni si chiuderà il 15 aprile. L’assessore ha puntualizzato che questo strumento informativo «non è un segnalatore per richiedere al Comune interventi di manutenzione del verde pubblico o sulle strade ma per portare delle conoscenze utili al percorso di pianificazione in atto». Finora sono stati mappati 1300 beni vincolati. L’architetto Eddi Dalla Betta ha parlato di «processo di collaborazione attiva per integrare le conoscenze specialistiche a quelle diffuse al fine di mettere in campo progetti di valorizzazione del territorio».
[e.b.]


