30.10.2024 – 07.01 – È ormai noto che MSC re impiegherà l’intero asset industriale dello stabilimento firmato Wartsila di Bagnoli della Rosandra onde produrre carri ferroviari per la logistica di terra, settore per altro nel quale è in forte espansione. Ora, dopo la firma dell’Accordo di programma, giungono le prime informazioni su cosa davvero si produrrà a Bagnoli e con quali tempistiche. L’occasione era una presentazione dei progetti a Bagnoli avvenuta alla presenza della Regione Friuli Venezia Giulia, nello specifico con la presenza dell’assessore al Lavoro Alessia Rosolen.
Il Gruppo MSC ha infatti presentato, con una società specializzata nel rivoluzionare il trasporto su rotaia denominata ‘Innofreight‘, la nuova realtà triestina, di nome Innoway Trieste. Dopo che saranno stati re impiegati i 255 lavoratori specializzati in esubero da Wartsila, il sito inizierà a lavorare per la produzione di vagoni per il trasporto merci. L’obiettivo non è umile, perchè ci si propone di “diventare il primo sito in Europa di produzione di vagoni altamente tecnologici per il trasporto merci”.
Dopo che la fabbrica sarà stata modernizzata e riconvertita alla nuova produzione di vagoni, con ampio uso dell’automazione, si prevede di completare i primi vagoni già tra nove mesi, con la data simbolo del 2 luglio 2025. Nel contesto della riconversione è inoltre previsto un intervento del Consorzio Coselag (ricordiamo indirettamente connesso con il porto di Trieste) che, finanziato da 15 milioni di euro dalla Regione FVG, realizzerà la rete ferroviaria pubblica di collegamento.
80 piedi, due carrelli, produzione vantaggiosa a confronto con la concorrenza: sarà questo il primo vagone prodotto da Innoway Trieste. La presentazione per la Regione ha anche permesso di vedere il nuovo carrello Innobogie, parte di questa presunta rivoluzione tecnologica su ferrovia perseguita da MSC.
A livello di numeri si mira a produrre 1000 vagoni e 3000 carrelli all’anno; stime di produzione ritenute possibili dal 2027 in poi.
Markus Kamper, per Innoway, ha argomentato con una nota stampa che “InnoWay Trieste e il suo partner tecnologico austriaco Innofreight perseguono un obiettivo chiave: spostare più trasporto merci dalla strada alla rotaia, ridurre il carico sull’ambiente e sulla popolazione e allo stesso tempo rafforzare l’economia europea. Dato che nel trasporto merci su camion mancheranno presto due milioni di conducenti, non esiste alternativa al trasporto ferroviario per collegare i porti importanti del nord e del sud dell’Europa con l’entroterra europeo”.
Il collegamento tra la nuova fabbrica e l’Austria è chiaro, considerando che “Questo progetto pionieristico non farà altro che rafforzare il porto di Trieste e consolidare anche la
reputazione della città come centro industriale con collegamenti diretti alla rete ferroviaria europea. Come parte importante dell’asse Baltico-Adriatico, che sarà ulteriormente potenziato dai progetti miliardari del tunnel di base del Semmering e della ferrovia Koralm, Trieste svolge un ruolo chiave per l’intera economia europea”.
[z.s.]


