13.09.2024 – 14.05 – Dalla specola astronomica di Palazzo Biserini al moderno osservatorio di INAF, l’astronomia ha sempre avuto un ruolo importante a Trieste, coniugandosi nel novecento con l’Università degli studi di Trieste (UniTS) e in particolare col Dipartimento di Fisica. Quest’eccellenza triestina è attiva in questi mesi in Carnia, specificatamente presso il complesso della Polse di Cougnes a Zuglio, dove dallo scorso giugno è in corso il Festival dell’Astronomia. Ci si propone, in questo campo, di divulgare la scienza della fisica e dell’astronomia muovendosi al di fuori dell’enclave giuliana. Il penultimo appuntamento si terrà domani, sabato 14 settembre, ore 21, a cura del prof. Francesco Longo dell’Università e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Trieste. La conferenza, intitolata ‘Il cielo variabile: esplorando le frontiere dell’astrofisica contemporanea‘, si accompagnerà a un’osservazione del cielo coi telescopi dell’Osservatorio di Zuglio a cura dei volontari astronomi della Fondazione la Polse di Côugnes. La serata sarà inoltre arricchita da interventi artistici del Collettivo L’Amalgama, con letture, brevi scene e canzoni dal vivo. L’ingresso è libero ed è consigliata la prenotazione.
Prof. Longo, quali sono le frontiere odierne dell’astrofisica?
In questo caso, nell’occasione di Zuglio, tratteremo le frontiere dell’astronomia ‘risolta in tempo’, cioè di fenomeni astronomici che variano nel tempo, ma che sono osservabili con appositi strumenti: di natura esplosiva o che variano di luminosità e così via. Dall’antichità ad oggi ciò è stato più volte osservato e interpretato come un buono o un cattivo presagio. Sono fenomeni ad esempio dovuti all’esplosione delle stelle più grandi.
Qual è un esempio di un fenomeno ‘recente’ di questo genere?
È stato osservato nell’ottobre di due anni fa il lampo più brillante mai registrato di raggi gamma; è stato calcolato come avvenga una volta ogni diecimila anni circa. Infatti è stato chiamato ‘The Boat‘, il più brillante in assoluto. I raggi gamma sono un fenomeno estremo causato dall’esplosione di una stella massiva che lascia dietro di sé un buco nero.
A che cosa serve l’astrofisica?
L’astrofisica nasce propriamente per l’osservazione del cielo stellato. Tuttavia il fenomeno dei raggi gamma ha ricadute anche pratiche, perché eventi così ‘brillanti’ hanno impatto sugli strati più alti dell’atmosfera, determinando conseguenze anche per le telecomunicazioni, specie tra satellite e satellite.
Questo è un evento che, per chi studia la meteorologia spaziale, è stato un evento molto interessante, nonostante siano conseguenze di una stella esplosa in una galassia assai lontana, eppure comunque capace di avere ripercussioni concrete sulla nostra atmosfera.
Quale potrebbe essere un’applicazione pratica?
I rivelatori che si utilizzano – specie nella fisica nucleare – sono anche presenti negli acceleratori di particelle; ad esempio il rivelatore che vede questi raggi gamma è molto simile a quello utilizzato per la PET negli ospedali. C’è in questo caso una diretta conseguenza medica; i raggi gamma rimangono gli stessi anche nelle macchine per la radioterapia. Naturalmente in astrofisica ci muoviamo su parametri molto più elevati, però i raggi sono identici.
Quale fenomeno astronomico vorrebbe vedere nella sua carriera di scienziato?
Io spererei sempre di osservare nella mia carriera scientifica le esplosioni di una supernova; di solito avviene una ogni cento anni; a volte un po’ di meno. Però dalla Terra non ne vediamo da quattrocento anni… In generale tuttavia ho finora avuto modo di avere un gran numero di fenomeni rari che sono avvenuti parallelamente all’evoluzione dell’astrofisica quale scienza. Ed è in tal senso anche interessante vedere come la scienza cambia, progredisce nel tempo.
Del progetto Luci Celesti Radici Terrestri è Ente capofila il Comune di Arta Terme; il progetto Stelutis Alpinis è invece del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Trieste. Gli eventi scientifici sono a cura dall’Università degli Studi di Trieste e dall’INAF; le visite guidate e le attività esperienziali sono seguite dalle associazioni locali, tra cui La Fondazione Polse di Cougnes di Zuglio, e dallo stesso Comune di Arta Terme.
[z.s.]


