Carcere, sopralluogo dei forzisti Cabibbo, Polacco e Dal Mas: servono studio e lavoro per evitare nuovi crimini, obiettivo la recidiva zero

07.08.2024 – 15.14 – Studio, formazione e lavoro per raggiungere l’obiettivo della “recidiva zero”. È questa, per Forza Italia, la formula da adottare per evitare nuovi crimini e per reinserire correttamente nel tessuto sociale il detenuto, una volta uscito dal carcere. A fare il punto della situazione sono stati, oggi, al termine di un sopralluogo nella casa circondariale del capoluogo giuliano e di un confronto con il direttore Graziano Pujia, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Andrea Cabibbo, il segretario provinciale Alberto Polacco e Franco Dal Mas, già senatore e responsabile di Forza Italia per il settore giustizia. «Se il detenuto viene abbandonato a sé stesso e trascorre il periodo di espiazione della pena in condizioni non rispettose della sua dignità personale – hanno spiegato – il rischio di una ricaduta rovinosa è molto alto, tanto da accarezzare la soglia del 70%, secondo le statistiche».

Il carcere di Trieste prevede una capienza regolare di 148 posti, attualmente sono 243 ma ci sono state punte di 268 detenuti. Il 30 per cento è rappresentato da tossicodipendenti e dunque bisognoso di cure sanitarie ad hoc. Permane, oltre al sovraffollamento che è la criticità maggiore, il problema delle cimici e a causa della recente rivolta ci sono danni da sistemare per 200mila euro circa. Il 30 per cento dei detenuti, inoltre, è in regime di misura cautelare (in attesa di giudizio definitivo) e il 5 per cento deve scontare meno di un anno di pena. Oltre il 40 per cento della popolazione carceraria è straniera. In alcune celle si hanno persino nove letti: «C’è malessere generale, zero dignità e qua a Trieste mancano una trentina di agenti di polizia penitenziaria su 118» ha rimarcato Cabibbo.

Secondo i forzisti, infatti, «senza un adeguato lavoro sulla riqualificazione professionale e sulla ricostruzione di un proprio profilo personale, il detenuto esce dal carcere e si ritrova del tutto alienato». Secondo i dati diffusi dal Cnel, il 68,7 % dei detenuti torna a delinquere. I dati cambiano drasticamente se si considerano solo i detenuti che hanno svolto percorsi di formazione o di lavoro in carcere: il tasso di recidiva per questi ultimi scende sotto al 20%. «Le ricerche – hanno aggiunto i tre esponenti di Forza Italia – dimostrano che c’è una relazione innegabile e direttamente proporzionale tra il lavoro e le possibilità di commettere crimini: all’aumento dei tassi di disoccupazione, aumentano i crimini». Forza Italia puntualizza: «Se i detenuti non vengono formati, il costo sociale vero lo pagano i cittadini, meglio lavorare per prevenire, che piangere a crimine avvenuto». Cabibbo, Polacco e Dal Mas ricordano che «oggi la Camera approverà un testo che prevede l’inserimento di mille agenti e trenta direttori nelle carceri. Questa misura consente di mettere mano per tamponare l’annosa questione degli organici sguarniti. All’emergenza si risponde con provvedimenti emergenziali, occorre lavorare su forme alternative – conclude Dal Mas – e su una visione umanocentrica».

[e.b.]

Ultime notizie

Dello stesso autore