02.07.2024 – 08.30 – Cure per il glaucoma, tamponi per il virus Dengue, nuove terapie sperimentali onde curare tumori e malattie rare: sono solo alcune delle proposte premiate dalla Call 4 Ideas organizzata dal Cluster Scienze della Vita del Friuli Venezia Giulia. Si trattava di un’iniziativa organizzata dal Polo Tecnologico Alto Adriatico su richiesta della Regione Friuli Venezia Giulia rivolta a start up e PMI che proponessero nuove soluzioni tecnologiche applicate alle Scienze della Vita. La Call 4 Ideas avrebbe poi premiato le 11 migliori idee innovative, tramite un contributo a fondo perduto di 10mila euro ciascuna.
Lunedì 1 luglio, nella cornice dell’Urban Center di Trieste, è avvenuta la cerimonia di premiazione: i proponenti avevano avuto tempo dal 1 marzo al 30 aprile 2024 onde presentare la propria start up/ micro impresa e il proprio progetto correlato alle Scienze della Vita. Ne è risultato un quadro particolare, molto variegato: se non mancavano i giovanissimi armati di idee innovative, non erano pochi i ‘veterani’ con decenni di esperienza alle spalle. La stessa provenienza, sebbene con una netta prevalenza del Friuli Venezia Giulia, rifletteva un’eterogeneità di esperienze e ricerca di capitali: dall’Italia, agli Stati Uniti, a Singapore.
Si parte con Coqua Lab Srl che promette un nuovo metodo per avere un dosaggio rapido nei confronti di chi soffre di infezioni difficili; oggigiorno in questi casi le procedure sono lente e macchinose, spesso portando ad un aggravarsi delle condizioni del paziente.
Proviene dal Piemonte, come Coqua Lab Srl, anche Aequip Srl; ci si propone, in questo caso, di fornire supporto all’anatomopatologo attraverso lo studio del tessuto ‘malato’ che, dopo essere stato estratto, viene trattato e digitalizzato in tempi brevi.
Si muove invece nell’ambito della medicina di precisione, ovvero “dare il farmaco giusto al paziente corretto nel momento migliore” come riassunto dal presidente Fabio Bianco, Braindtech Spa: qui l’intento è di avere una diagnosi quanto più accurata possibile da campioni non invasivi (una vescicola del sangue, la saliva, ecc ecc).
Dalla Lombardia di Braindtech Spa alle Marche invece con Biochica Srl; qui l’intento è la valorizzazione delle risorse adriatiche di chitina e chitosano; in altre parole si mira, in un prossimo futuro, a rimpiazzare la plastica tradizionale con un composto della chitina degli invertebrati, come tale organico e smaltibile.
Proviene invece da Ancona Nanodent Srl: qui il focus è sugli impianti dentali di nuova generazione, applicabili subito, senza le sedute multiple richieste oggigiorno dagli odontoiatri. Medicazioni innovative, nello specifico un “dispositivo medico combinato” è quanto propone invece per i casi delle ferite complesse (es. ulcere venose) Regenerabioma, dalla Puglia.
Nata a Singapore, ma trasferitasi nel Friuli, Recornea Srl si propone invece di curare le malattie dell’occhio con metodi non invasivi: principale obiettivo la sfida del glaucoma, tutt’oggi irrisolta con le cure odierne, spesso inefficaci o elitarie.
Una piattaforma, potenziata dall’intelligenza artificiale, per consentire alle persone con disabilità di trovare realmente lavoro: è quanto si propone, differenziandosi dalle altre start up presenti, Futura Società Cooperativa Sociale Onlus. Una realtà attiva da diversi anni, sempre nell’ambito dell’accompagnamento del lavoro per le persone con disabilità. Ad esempio la cooperativa, con sede in FVG, sta sperimentando con la metodologia americana di Project Search.
Unica impresa quotata in Borsa tra quelle premiate, Ulisse Biomed offre un rilevamento precoce del virus Dengue: il presidente la descrive come “un’analisi istantanea, user friendly, con una comoda cartuccia”. Una necessità impellente, a fronte dell’alto numero di contagi conseguenza dell’innalzarsi delle temperature anche in occidente.
Epigen Therapeutic Srl, tramite la piattaforma Demethavax, si inserisce nel settore dell’immunoterapia per il trattamento del tumore. Come ha spiegato il prof. Michele Maio, intervenuto in diretta, si tratta di “una nuova modalità di terapia: un’idea tutta italiana che stiamo internazionalizzando”.
Nonostante se ne parli poco, la sepsi rimane anche in Italia un piccolo flagello con 50 milioni di casi e 11 decessi all’anno. Liondx Srl si propone di offrire una diagnostica rapida, onde intervenire con la necessaria rapidità.
Franco Scolari, Direttore Generale del Polo Tecnologico Alto Adriatico, ha presentato le 11 realtà in oggetto ricordando come vi siano stati nell’ultimo anno 67 partecipanti; numeri elevati che confermano come “siamo stati capaci di stimolare il territorio”.
“Con questo premio – ha dichiarato, rivolgendosi ai vincitori – dovete dare alla politica la sensazione che vi sia un nascituro ecosistema capace di essere punto di riferimento del territorio”.
Alessia Rosolen, assessore regionale al lavoro e alla ricerca, ha complimento il Cluster: questi infatti “sta facendo un lavoro innovativo in Regione”. Si tratta infatti “di percorsi di crescita che sono loro stesso percorsi di innovazione”.
“La Regione Friuli Venezia Giulia è partita tardi, ma ha recuperato a confronto con la Toscana e la Lombardia” ha riflettuto l’assessore. Le Scienze della Vita e le Start up infatti sono “uno dei settori strategici su cui si è voluto investire”. Si tratta di “una visione che esce dai laboratori e attua una trasformazione non solo tecnologica, quanto sociale”.
Stefano De Monte, Cluster Manager Cluster Scienze della Vita Friuli Venezia Giulia, ha analizzato come, delle proposte pervenute, il 46% afferisse alle soluzioni per sistemi biomedicali innovativi e il 43% di questi siano poi figurati tra i premiati. Le domande provenivano per il 52% dal FVG e, con numeri cospicui, dalla Lombardia, il Lazio, il Piemonte e il Trentino; e sempre dal Friuli Venezia Giulia provenivano il 46% de vincitori.
“Si tratta di un territorio con originalità e complementarità di altissimo livello” ha concluso Monte, annunciando la presenza del Cluster al Mind di Milano.
Ennio Tasciotti, Advisor Scientifico per il Cluster Scienze della Vita Friuli Venezia Giulia, ha sottolineato come “obiettivo della Regione fosse rispondere alla richiesta di aiuto dell’imprenditoria della scienza”. Un compito non facile, perché c’erano “non solo tanti step, ma pure tanti attori da coinvolgere”. Una debolezza di tante start up italiane? “La scarsa attenzione alla parte regolatoria; è una delle cause del fallimento”. Occorre invece “talento, passione e dedizione”; recuperando un detto americano “il successo è 10% l’idea e 90% sudore”.
Ketty Segatti, Direttore Centrale con particolari funzioni della Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione, famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia, ha presentato i numeri dei prossimi finanziamenti. In particolare ha rivelato che si vuole “creare con Insiel un digital innovation hub dell’healthcare“. Infatti si vorrebbe colmare il gap “con il sistema sanitario regionale, ancora largamente assente”.
[z.s.]


