Dal Sudan al Nepal, Trieste con TWAS ‘casa’ della Diplomazia Scientifica

19.06.2024 – 07.01 – È in corso, fino a giovedì 20 giugno, l’undicesimo Corso di Diplomazia Scientifica rivolto principalmente ai paesi in via di sviluppo: sono infatti presenti 19 ricercatori, di cui 11 provenienti da nazioni quali il Cameroon, il Guatemala, il Nepal e il Sudan. Il corso, organizzato nella cornice dell’Adriatico Guest House di Grignano, viene gestito dall’Accademia mondiale delle scienze per il progresso scientifico dei paesi in via di sviluppo (TWAS) con la partnership dell’Associazione americana per il progresso della scienza (AAAS).
L’obiettivo di fondo, in linea con la mission della TWAS, è di favorire il coinvolgimento degli scienziati nelle decisioni politiche locali e nazioni dei paesi in via di sviluppo. La struttura del corso è in tal senso emblematica: abbina infatti una scienziata o uno scienziato a inizio carriera con una o un policymaker, ovvero funzionari governativi locali o nazionali, diplomatici o rappresentanti di istituzioni che sostengono la ricerca.
Il corso è inoltre realizzato con il sostegno dell’Agenzia svedese per la cooperazione internazionale allo sviluppo (Sida). Anche l’Organizzazione per le donne nella scienza per i Paesi in via di sviluppo (OWSD), il cui segretariato è ospitato dalla TWAS a Trieste, ha contribuito al finanziamento di questa edizione. Sono 368 le alumnae e gli alumni del Corso di Diplomazia Scientifica AAAS-TWAS che attualmente stanno mettendo in pratica le conoscenze acquisite grazie alle edizioni di questo corso.
Giuseppe Pastorelli, Vice Direttore Generale per la promozione del Sistema Paese e Direttore Centrale per la promozione integrata e l’innovazione presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), ha commentato nel discorso di apertura che “L’Italia crede fermamente e investe nella diplomazia scientifica multilaterale. È per questo che ospitiamo e sosteniamo organizzazioni come la TWAS—che ringrazio—ed è per questa ragione che guardiamo sempre con favore alla possibilità di investire nella condivisione della conoscenza, nel trasferimento tecnologico, nella creazione di partnership e nel progresso delle società su una base reciproca di amicizia e partnership”.

Ma perchè uno scienziato o un diplomatico dall’Africa o dall’Asia dovrebbe frequentare il corso di TWAS? Il ricercatore, di professione chimico, Rija Razafintsalama ha raccontato che “In Madagascar la scienza non è ancora bene sviluppata, è il motivo per cui io e il mio collega Ioclin ci siamo iscritti” e, a propria volta, il diplomatico Dahy Ioclin ha spiegato di lavorare “al Ministero degli Esteri del Madagascar e ci avevano chiesto di aggiornarci nel campo delle decisioni politiche, il policy making. In particolare la diplomazia scientifica è davvero poco conosciuta”.

La ricercatrice Linda Dyorisse Nyamen Mbong, professoressa di chimica in Cameroon ed esperta, tra le proprie ricerche, di nanomateriali, ha commentato sulla questione delle partecipazione delle donne alle materie scientifiche nel suo paese, riflettendo che “c’è un miglioramento. Rimane una minore rappresentazione delle donne nel campo della scienza; dipende naturalmente dalla zona geografica, con dei gap molto pesanti. Siamo attualmente sul 20%. La zona a nord rimane quella più difficile a causa di tante barriere culturali connesse alla religione; doversi sposare molto presto, il peso dei lavori a casa, un’educazione insufficiente…”.
Il corso è fondamentale, in quanto “La scienza è la base, perchè le decisioni politiche devono basarsi sui dati, le statistiche fornite dalla scienza. Non possibile fare politica senza gli scienziati. Purtroppo spesso non vengono coinvolti ed è certo un problema nella mia nazione”.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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