Professione Fumettista prima parte. Il fumetto al femminile a Trieste. L’arte e le scelte di Paola Ramella

11.06.2024 – 08.19 – La fantasia domina ma non è tutto. Serve il tratto, l’uso del colore ma anche del calore unico che sprigiona il bianco e nero. E poi saper narrare, in poche battute e all’interno di una “nuvola” parlante. Strano vissuto storico quello del fumetto, espressione che ai primordi, almeno in Italia, non ha goduto del marchio della nobiltà, rivolgendosi prevalentemente ai bambini, tra aspetti ludici e scampoli (rari) di pedagogia. I giornalini oppure le strisce. Ecco i nomi dell’epoca, risalenti ai primi del ‘900, quando il fumetto sembra il fratello riottoso della rivista e il cugino ribelle del libro. Le cose cambieranno. Il fumetto, infatti, si discosta da un terreno esclusivamente infantile e riesce ad abbracciare sempre più stili, età e contenuti. In qualche modo saprà imporsi come “arte”, la nona arte per la precisione, a rimorchio delle 7 canoniche e subito dopo la fotografia.

Chi disegna il fumetto è quindi un artista, chiamato a raccontare, esprimere, stupire se serve. Niente male la scuola sorta negli ultimi decenni anche a Trieste, con nomi come Franco Devescovi eccellente matita al servizio inizialmente di testate come Il Monello, l’Intrepido e poi alla Bonelli, per personaggi come Martin Mystere, Zagor e Mister No.
E poi i fratelli Pastrovicchio, Lorenzo e Alessandro, in grado di porre una sorta di “Made in Trieste” anche all’interno della saga Disney.

E nel campo femminile? Lei si chiama Paola Ramella, laurea in Legge, avvinta inizialmente dalla pittura e da maestri come Paolo Cervi, coinvolta poi dalla cartellonistica e dalle variabili della grafica e dell’illustrazione.
Sarà in qualche modo proprio la cartellonistica a ispirarla verso i temi del fumetto, suggerendo nuove frontiere della narrazione e della tecnica: “Ho amato personaggi come Paperino e Asterix – rievoca Paola Ramella – e autori come Hugo Pratt e Moebius. Nel tempo ho ceduto alla condizione di fumettista dopo l’esperienza nel campo della cartellonistica, dove ho potuto raccontare alcuni eventi chiave della città di Trieste”.

Già, il racconto, l’aspetto della comunicazione. Saranno queste le cifre che impegneranno Paola Ramella tra matite, colori, vignette, ricerca e insegnamento, fase quest’ultima vissuta per diversi anni collaborando con Mario Cerne, fondando poi la scuola “Zerocinque” e approdando successivamente all’Università Popolare di Trieste per il corso di “Disegno Professionale”.
Il legame poi con la città si evince con la creazione del personaggio di Tergestea (La avvenente “mula” mora, per lustri testimonial della manifestazione “Fumetti per Gioco”) e poi con quello di Ondina, la mitica portabandiera della Ginnastica Triestina.

Una curiosità, fatto divenuto nel contempo un plauso alla sua carriera di docente. Ne 2015 una giovane allieva di Paola Ramella, Martina Vatta, all’epoca studentessa dodicenne della scuola “Dante”, si cimenta nel concorso nazionale indetto dalla Disney italiana dal titolo “Il Paperino che è in te”, progetto ideato in occasione degli 80 anni di Donald Duck.
Martina entra in lizza realizzando una tavola intitolata “Paperino e i biglietti”, descrivendo alcuni risvolti della quotidianità (una biglietteria appunto) dove emergono imprevisti, tocchi di sfortuna e sentori di sano respiro grottesco. L’allieva di Paola Ramella vince e convince e il premio sarà fantastico, nel senso letterale, figurando “paperinizzata” in un albo settimanale di Topolino dove incontrerà il suo eroe, Paperino, il quale non esiterà a levarsi il cappello al cospetto della sua narratrice triestina.

Paola Ramella esplorerà in carriera il genere Fantasy e si rapporterà con gli accenti del Graphic Novel, dove il fumetto si allea con le forme narrative del romanzo: “Raccontare ancor prima di disegnare – ribadisce Paola Ramella – la vis rappresentativa è fondamentale e io cercato sempre di fondere i due elementi, dandone rilievo. Nel fumetto la fantasia non ha limiti, è vero, ma serve l’atmosfera, il lavoro dei dettagli, il saper connotare il fumetto in senso “artistico”, cosa non sempre avvenuta negli anni”.

A proposito di senso artistico, di formazione. La cartolina finale di Paola Ramella colora questa vignetta e la dedica è ancora per Trieste: “Sogno, auspico che la mia città comprenda al più presto la necessità di dare vita ad un vero centro di studi artistici – chiosa la “madre” di Tergestea – una sorta di Accademia dove poter maturare nelle varie tipologie delle Belle Arti”. Soprattutto nella nona.

[Paola Ramella è nata a Trieste, classe 1970, laureata in Giurisprudenza, attuale vice presidente e collaboratrice grafica della Ginnastica Triestina. È stata titolare e insegnante sino al 2020 della Scuola di Disegno Fumetto e Illustrazione “Zerocinque”, dal 2008 a 2018 è stata Direttrice artistica della Società Tolkieniana Italiana, ha fatto parte per oltre un decennio del Comitato Tecnico per il Fondo Regionale Audiovisivi FVG.
È la creatrice del personaggio “Tergestea”, testimonial della Fiera “Fumetti per Gioco” di Trieste, dal 2010 al 2017. Ha curato seminari di fumetto, storyboard e sceneggiatura per il Laboratorio Provinciale Permanente di Scrittura Creativa, ottendo una menzione speciale dalla Presidenza della Repubblica per elaborati sulla Costituzione Italiana (“Le 10 regole”).
È l’autrice dei fumetti “Il Verde Bisbiglio e il Viola pensiero” (Ed.Safarà 2013) “Lions and Saints” (Esaedro 2011) del portfolio “Le forme del male” (Twilight Comic 2009) e ideatrice del libro “Trieste Esoterica” (trasposizione a fumetti di testi giornalistici sul tema). Autrice di Graphic Novel come “Sergio Ramelli” (Ferrogallico) di progetti per la Barcolana (“Un mare di racconti”Ed.Giunti) e di lavori per la casa editrice Signs Publishing di Milano.]

[f.c]

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