Professione Notaio. Equilibrio, soluzioni e capacità di ascolto; l’alta qualificazione del Notaio moderno

04.06.2024 – 08.27 – Il terreno è quello della Legge, non abita le aule dei tribunali, non assolve e non difende. Missione spesso non conosciuta a fondo quella del Notaio, o Notaro secondo una accezione più classica, professione votata alla garanzia dei contratti, alla attestazione di atti tra vivi ma anche di testamenti e altre forme di documenti e verbali legati ad esempio a vendite, eredità, mutui o permute. Trasparenza e assoluta imparzialità. Il Notaio non è di “parte” e non è di “ufficio”, non indossa una toga ed è intanto un Pubblico Ufficiale. Un dato identificativo quest’ultimo conduce subito all’iter piuttosto impegnativo in chiave di formazione, percorso che necessita intanto di una laurea quinquennale in Giurisprudenza. Da qui si prosegue con un praticantato di 18 mesi in qualche studio notarile, periodo che si può avviare (in un lasso di sei mesi) già nel corso dell’ultimo anno di Università.

Niente sconti poi sul piano dell’esame di Stato. Per diventare Notaio bisogna entrare in lizza in un concorso bandito dal Ministero della Giustizia, un vero agone del ramo legislativo costituito da prove scritte e orali piuttosto corpose, dove il candidato deve sapersi destreggiare con un respiro teorico e pratico, interpretando atti “tra vivi”, uno di “ultima volontà” e altro ancora sul fronte del Diritto, norme e assetto del notariato.
Diciamolo, è un esame fortemente selettivo le cui stime indicano 1 su 15 in grado di superarlo. Una volta acquisito il titolo, ecco l’assegnazione da parte del Ministero della Giustizia di sede (Distretto) teatro operativo concepito in base alla popolazione; il numero dei notai viene infatti programmato dallo stesso Ministero del ramo e non rispecchia (almeno attualmente) un indice di trasmissione del ruolo di padre in figlio.

Ci sarebbe l’opzione (facoltativa) della Scuola Notarile (la più vicina al territorio è la Scuola Notariato del Comitato Triveneto a Padova) tema che rappresenta un possibile scalo per affrontare le insidie del concorso pubblico e per acquisire subito le credenziali utili per una professione nobile, per certi versi elitaria: “ Più che elitaria direi altamente qualificata – specifica il Notaio Pietro Ruan, Presidente del Consiglio Notarile di Trieste, realtà afferente al Consiglio Nazionale del Notariato con sede a Roma – Una qualificazione che si evince proprio dall’alto livello degli esami del concorso. Una prova complessa, è vero, dove bisogna fornire soluzioni, tecnica, conoscenza e una certa meccanica di applicazione”.

Classe 1959, Pietro Ruan, ora titolare di un avviato studio nel cuore di Trieste, approda al notariato dopo aver ipotizzato a lungo la veste di Architetto. In quegli anni Trieste si trova sprovvista sotto tale risorsa accademica ed ecco l’approdo a Giurisprudenza. Non sarà un ripiego, anzi, ma una scoperta continua: “Dopo il ciclo in Legge mi sono avvicinato al mondo del notariato – racconta il Presidente Ruan – e sono rimasto affascinato dalle applicazioni, da una strada in continua evoluzione che mi ha spronato ulteriormente sul piano degli studi”.

Qualche numero. In Italia figurano attualmente otre 5100 notai, di cui un buon 41% rappresentato da donne under 40, componente femminile quindi in ascesa, anche qui.
Il modello perseguito è quello del Notariato di tipo latino, esteso in 22 dei 27 Paesi in Europa e complessivamente in 91 al mondo. Una curiosità. Negli anni ’70 la professione ebbe una sorta di eco popolare dettato dalla televisione, nello specifico dai fasti di alcuni programmi culto come “Rischiatutto”, dove il ruolo si tramutava in garante pubblico e plateale custode della legittimità dei quiz, questo sulle ali dell’affermazione “Il Notaio conferma”, uno dei tormentoni proferiti in diretta all’epoca da Mike Bongiorno: “Uno degli aspetti popolari più significativi – sottolinea Pietro Ruan – si lega soprattutto alla convinzione del cittadino quando afferma che per rendere valido un documento o una scrittura va fatto “alla presenza di un Notaio”. Questo identifica la nostra affidabilità – aggiunge – l’essere indipendenti, il dover mantenere un costante equilibrio e fornire ascolto, pazienza e qualità nelle applicazioni”.

L’altro aspetto peculiare si lega all’assetto nella informatizzazione, un processo continuo governato da Rete Unitaria del Notariato, con cui è stato implementato il lavoro di ricerca e archiviazione: “Il senso della modernità sposato alla tradizione”, sintetizza il Presidente Pietro Ruan. Già, anche qui il Notaio conferma. 

[Il Consiglio Notarile di Trieste ha sede in via Coroneo 16, l’ufficio della segreteria è aperto al pubblico il martedì e giovedì, dalle 11 alle 14 (040.633636) e con contatti possibili dal lunedì al giovedì, dalle 9 alle 14, al 389.6010836. Il Presidente in carica è Pietro Ruan, coadiuvato da Anna Gentili in veste di Segretario, Luca Gaspare Grimaldi (Tesoriere) e dai consiglieri Paola Pasqua e Alberto Ascione. Sono 27 i posti notarili disponibili nella provincia di Trieste (compreso Muggia, San Dorligo, Duino – Aurisina). Ulteriori contatti scrivendo a: [email protected] pec: [email protected]]

[f.c]

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