Il Macbeth in rosso e nero di De Rosa ha aperto col botto la nuova stagione di Contatto

TEATRO Lunghi applausi a Udine per uno strepitoso Battiston

16.11.2012 | 17.04 – La ferocia di Macbeth ha i colori del rosso del sangue e del nero delle tenebre materiali e immateriali messi in scena dalla rilettura in chiave contemporanea e psicologica che Andrea De Rosa fa del Machbet shakesperiano, che ha aperto la nuova stagione di Teatro Contatto a Udine mercoledì 14 novembre.

Una serata sold out (così come la replica il giorno successivo) che sancisce – se ancora ce ne fosse bisogno – il successo del Teatro di innovazione del Friuli Venezia Giulia, giunto ormai alla 31esima stagione e alle prese con i tagli alla cultura previsti dalla Regione (dallo 0,6 allo 0,2 del bilancio regionale), come ha ricordato il presidente del Css, Alberto Bevilacqua, leggendo un appello prima dell’inizio dello spettacolo.

Inizia con una festa tipicamente borghese lo spettacolo di De Rosa, in un salotto arredato in stile minimalista, da cui si intravede uno spazio buio esterno popolato di volta in volta da feste sfrenate e foreste avvolte nel buio quasi assoluto, dove si consumerà la tragedia del re e della sua Lady (Frédérique Lolite già interprete di Elettra dello stesso De Rosa nel 2006), circondati da altri sei bravi attori nei ruoli di Banquo, Malcom, Ross, Macduff, Lady Macduff e Seyton.

Risate che da liberatorie diventano quasi sataniche e caratterizzano lo spettacolo dall’inizio alla fine. Feti sanguinolenti che contrastano con l’ambientazione apparentemente asettica. Presenza inquietante dei bambolotti che rivelano i presagi al futuro re. È quasi un horror, e a volte ricorda più il cinema che il teatro, se non fosse per il numero di citazioni classiche – tutte quelle più importanti – riprese dall’opera del Bardo e rinnovate dalla traduzione di Nadia Fusini: l’urlo e il furore, ad esempio, diventano il rumore e la rabbia, mentre la scena delle mani che non saranno mai pulite della Lady è una sorta di déjà vu per chi ha di recente visto al cinema la Isabelle Huppert in “Bella addormentata” di Bellocchio. 

De Rosa è coraggioso anche per la scelta del protagonista: un attore comico come Giuseppe Battiston, conosciuto e amato sul grande schermo (nelle sale c’è proprio in queste settimane “Il comandante e la cicogna” di Silvio Soldini con l’attore che interpreta l’irresistibile pensionato Amanzio) e con un physique du rôle apparentemente poco adatto al ruolo. Ma Battiston (peraltro amatissimo dal pubblico friulano), pastrano nero che in breve tempo si sporca di sangue, capelli unti e sciolti e sulle spalle, spicca su tutti con un’interpretazione strepitosa che gli garantisce un’ovazione al termine dello spettacolo e diversi applausi a scena aperta. 

L’ambizione sfrenata che genera mostri, il desiderio di potere che conduce all’ossessione, la banalità del male insita nell’apparente tranquillità domestica. Accadde ai tempi di re e castelli, ma può accadere anche oggi. L’attualità di un dramma che si rispecchia nei fatti di cronaca nera a cui ormai siamo quasi abituati. De Rosa ha anche questo grande merito: fa ritornare la voglia, una volta usciti dalla sala, di rileggere il Macbeth del Bardo.

Simonetta Di Zanutto

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