La Trieste del Caffè. Dalla pianta alla coltivazione, alla raccolta e alla lavorazione

14.04.2024 – 07.48 – Il caffè è una bevanda amata in tutto il mondo, ma spesso ci dimentichiamo di quanto lavoro e cura siano necessari per portare quel profumo e quel gusto nella nostra tazzina. Esploriamo, dunque, il viaggio del caffè dalla pianta alla tazzina, passando attraverso le fasi di coltivazione, raccolta e lavorazione.
La pianta del caffè
La pianta del caffè, appartenente alla famiglia delle Rubiacee, ha le sue origini nell’Africa orientale, soprattutto in Etiopia. Nel mondo, si contano circa cento specie di piante di caffè, ma la più rinomata e coltivata è la Coffea Arabica, che produce i frutti di migliore qualità. Accanto a questa, troviamo la Coffee Canephora, i cui frutti si distinguono per la loro forma più tondeggiante rispetto alla precedente. La Coffea Arabica è senza dubbio tra le varietà più diffuse sul mercato.
Le caratteristiche distintive della pianta del caffè includono un tronco con rami primari e secondari, foglie di un verde scuro brillante che possono essere ovali o lanceolate, lucide e carnose con un bordo leggermente ondulato, fiori bianchi a forma di stella e frutti simili a ci-liegie o olive che cambiano colore dal verde al rosso a seconda del grado di maturazione. All’interno di questi frutti si trovano due piccoli semi verdi che, dopo essere stati tostati e lavorati, diventano il caffè che tanto amiamo.

Coltivazione del caffè
La coltivazione del caffè richiede grande attenzione e cure particolari, con particolare enfasi sul terreno e sul clima. La Coffea Arabica, ad esempio, prospera meglio tra i 1200 e i 2000 metri di altitudine in zone dal clima caldo. Le temperature ottimali si collocano tra i 15°C e i 25°C. I principali paesi produttori sono il Brasile, la Colombia, l’Honduras, il Nicaragua, il Guatemala e il Messico, che contribuiscono al 70% della produzione mondiale, seguiti da Indonesia e India (20%), e alcuni paesi africani (10%).
D’altra parte, la Coffea Canephora, conosciuta anche come caffè robusta, si adatta meglio a climi più caldi e umidi, preferendo altitudini più basse rispetto alla Coffea Arabica. È spesso coltivata in regioni come Africa occidentale, Brasile, Vietnam e alcune parti dell’India. La Coffea Canephora è nota per la sua resistenza agli insetti e alle malattie, oltre a contenere una maggiore quantità di caffeina rispetto alla Coffea Arabica.
I frutti vengono raccolti manualmente o tramite macchinari. La raccolta manuale è preferibi-le per garantire la qualità. Dopodiché, si lasciano asciugare i frutti sotto il sole per il metodo a secco oppure per il metodo in umido si rimuove la polpa e la mucillagine dai chicchi per mantenerli nel pergamino, che li ricopre e che verrà successivamente rimosso dopo l’asciugatura. Seguono poi ulteriori fasi di pulizia e selezione prima di venire esportato.

La tostatura è un passaggio essenziale; qui i chicchi vengono sottoposti alla tostatura per far emergere tutti gli aromi. Successivamente, i chicchi tostati vengono macinati e utilizzati per preparare la bevanda.
Il caffè è molto più di una semplice bevanda: è un viaggio che inizia dalla terra e arriva fino alle nostre tazzine.

di Marco Bazzara

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