Insiel, il futuro della sanità FVG è nell’intelligenza artificiale

02.03.2024 – 08:00 – Il 26 febbraio un problema tecnico ha causato un malfunzionamento dei sistemi informatici regionali di ambito sanitario, creando disagio a utenti e addetti ai lavori. Un disguido prontamente risolto dai tecnici di Insiel, la società che gestisce i servizi informatici per il governo e la gestione della Pubblica Amministrazione e della Sanità regionale. Non sorprende che il problema sia stato identificato in uno switch di recente installazione, segno di una piattaforma in costante evoluzione e proiettata nel futuro, come spiega l’Amministratore Unico di Insiel, Diego Antonini: “Insiel sta lavorando – assieme alla Regione FVG – alle evoluzioni previste sul nuovo FSE, denominato Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, con un notevole ampliamento dei servizi offerti”.

Restando nell’ambito della sanità regionale, Antonini cita le sperimentazioni, a cui seguiranno progetti operativi, riguardo l’utilizzo di algoritmi di Intelligenza Artificiale: “Attualmente siamo in una fase di studio accurato dei nostri obiettivi riguardo alle norme sulla privacy (GDPR) per far sì che tutto quello che svilupperemo sia compliant e nel rispetto delle norme, prevedendo anche la richiesta di pareri preventivi al Garante. Sul tema dell’intelligenza artificiale – prosegue Antonini – abbiamo attivato dei laboratori che si occupano anche di tematiche non afferenti la Sanità: per esempio, stiamo portando avanti delle sperimentazioni per un utilizzo degli algoritmi, anch’esso ragionato e GDPR compliant, riguardante l’analisi di dati provenienti da apparati Edge (monitoraggio ambienti con temperatura, pressione atmosferica, livello Co2, polveri sottili, ecc) oltre a un altro filone, riguardante l’interpretazione delle immagini con segnalazioni di tipo “anomaly detection”.

“Infine, ma non meno importante, il Data Center e il considerevole investimento che stiamo per realizzare a Palmanova: questo progetto ha delle motivazioni molto forti e si fonda sul principio che prevede che i dati dei nostri cittadini e delle nostre imprese non cadano nelle mani di aziende private, magari multinazionali, con la possibile conseguenza di perderne progressivamente il controllo ma che anzi continuino a costituire l’enorme e prezioso patrimonio informativo della Regione, capace di tradursi in servizi per il territorio”.

(p.l.)

Ultime notizie

Dello stesso autore