16.11.2023 – 14.15 – “Si è trattato di un lavoro di costruzione ed invenzione di un dispositivo sulle 24 ore; l’avvio di un lavoro sinergico in una parte dell’Argentina”. Si riferisce, così, Giovanna del Giudice, presidentessa della CoPerSaMM – ConF.Basaglia APS, al progetto pilota che ha preso piede da maggio 2022 nella città di Rosario, nella provincia di Santa Fe, grazie al finanziamento di un Bando regionale a sostegno delle attività di cooperazione allo sviluppo e di partenariato internazionale.
Ispirato ai centri di salute mentale territoriali avviati a Trieste dallo psichiatra basagliano Franco Rotelli, il “Centro di Salute Territoriale Rosario Norte” è il risultato di un dialogo costruttivo iniziato nel 2021 tra l’esperienza triestina di CoPerSaMM e la Provincia di Santa Fe che ha portato alla stipula di di una Convenzione sulla Salute Mentale, con la volontà di colmare le criticità di un sistema che isola le persone all’interno degli ospedali psichiatrici – detti monovalenti nel contesto argentino – senza possibilità di reinserimento nel tessuto sociale e ripristinare un dialogo tra le istituzioni segmentate a Santa Fe.
Il progetto promosso da CoPerSaMM si è posto, quindi, come obiettivo cardine la messa in rete dei servizi frammentati delle istituzioni, includendo nel processo realtà portanti nel contesto argentino come le associazioni sociali. La trasformazione e la riqualificazione dei servizi di salute mentale nella provincia di Santa Fe è, inoltre, un altro baluardo del progetto; possibile grazie all’implementazione del CSTM nel Nord di Rosario – centro pilota per la presa in carico globale delle persone con disturbo mentale e dei loro familiari per favorire l’accesso alla cittadinanza sociale.
“Il Centro di Salute Mentale di Rosario si pone come un sostituto al manicomio ”- sottolinea la presidentessa di CoPerSaMM. La Legge 26.657 del 2010 si proponeva, nel giro di dieci anni, la chiusura dei due manicomi presenti a Santa Fez – Colonia Psichiatrica de Oliveros e Ospedale Agudo Avila -, ma non è mai stata attuata in via definitiva.
Il CSTM di Rosario vuole, quindi, colmare questa carenza legislativa e dare la possibilità agli internati negli ospedali monovalenti di ritrovare una dignità in spazi di cura alternativi alle istituzioni totali.
Tra le diverse iniziative avviate nel centro h24 di Rosario è di particolare nota la formazione delle équipe professionali multidisciplinari dove medici, infermieri, assistenti sociali e psicologi vengono inseriti in corsi di specializzazione sulla salute mentale comunitaria. Accanto a questo, numerose sono le possibilità, per le persone del centro, di riprendere contatto con il mondo lavorativo a seguito dell’avvio di processi di socializzazione, ad esempio con la gestione di una lavanderia interna nella prospettiva concreta di avvio di una cooperativa. Non da meno sono i progetti rivolti alla trasformazione culturale che guardano ad un cambiamento di prospettiva sui ”matti”, attraverso il recupero di memorie collettive (fotografie, storie cliniche, libri di ingressi ed uscite, report infermieristici) e la digitalizzazione dei documenti per la creazione di archivi consultabili dalla comunità.
Con l’avvio del progetto pilota, si sono aperte, inoltre, delle opportunità lavorative per alcuni operatori inseriti nel contesto triestino, che una volta trasferiti si sono scontrati con le criticità del nord di Rosario – la città più popolosa della provincia (160mila abitanti) con una situazione politica molto instabile e una forte insicurezza sociale alimentata da situazioni di violenza frequenti come le rapine. Si riconoscono, inoltre, diverse zone di narcotraffico in cui non entrano nemmeno la polizia o le ambulanze.
Di fronte a questa complessità, l’istituzione manicomio permane ancora a Rosario, in posizione centrale e ricevendo la maggior parte delle risorse destinate alla salute mentale. “OMS ha – infatti – rilevato che, sia in caso di budget salute alti che bassi, il 70% delle risorse viene affidato agli ospedali psichiatrici” – sottolinea Giovanna Del Giudice. Un ripensamento a livello politico è, quindi, fondamentale per l’avvio di nuovi servizi territoriali in tutta la provincia di Santa Fe, ripensando ai rapporti già avviati da Franco Rotelli con il governo argentino nel 2010 e il lungo storico dell’esperienza basagliana in America Latina dalla fine degli anni ‘80; dove tutto cominciò.
Il progetto “Il Centro Territoriale di Salute Mentale per una salute mentale globale.
Un’esperienza pilota nell’area Nord di Rosario” è promosso da CoPerSaMM, tra i partner si riconoscono l’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI), la Direzione Provinciale Salute Mentale del Ministero Salute della provincia Santa Fe e l’Associazione Civile Programa Andrès Rosario (PAR).
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