12.09.2023 – 07.01 – La Seastock Srl, una controllata dell’azienda Walter Tosto, nota per agire nel campo dell’industria chimica, petrolchimica, gas e energia, ha chiesto una nuova concessione per l’area degli ex Depositi Costieri di Trieste, stavolta con scadenza al 2060.
La Seastock Srl controlla già la zona con una concessione fino al 2027; le rinnovate intenzioni del colosso petrolchimico sembrano alludere a progetti di lunga durata. D’altronde tra la piattaforma ungherese nell’area dell’ex Aquila poco distante, la Piattaforma Logistica di Trieste in fase di espansione e il rinnovato interesse per l’idrogeno con l’hub triestino e la Valle Transfrontaliera, sembra esserci largo spazio d’azione.
Tecnicamente la notizia dell’istanza proviene da un avviso pubblicato sull’albo pretorio dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale dove si avvertiva che “la Seastock S.r.l., già titolare, in forza dell’atto formale n. 5/2016 valido fino al 31.12.2027, della concessione ex art. 18 Legge n. 84/94 e s.m.i. di aree demaniali marittime, specchi acquei e manufatti ubicati nel Punto Franco Oli Minerali a Trieste, della superficie complessiva di mq 61.546, oltre a tubazioni per ml 1.437, ha chiesto una nuova concessione avente ad oggetto i medesimi beni, con durata sino al 31.12.2060”.
Le intenzioni appaiono essere “di proseguire nell’esercizio del terminal petrolifero ed effettuare nuovi investimenti finalizzati all’incremento ed ulteriore sviluppo dello stesso”.
Storia recente, quella dei Depositi Costieri; nati nel 1986 onde sostituire il porto petroli di San Sabba, i Depositi vennero gestiti dal 1989 con una partecipazione paritetica al 50% tra Giuliana Bunkeraggi ed Eni. Proprio la Bunkeraggi, controllata dai Napp, aveva venduto la Depositi Costieri per 4,5 milioni nel 2017 a una società campana poi rivelatasi infiltrata dalla mafia. Le successive indagini avevano poi rivelato come la Depositi Costieri non avesse pagato le accise all’Agenzia delle Dogane, accumulando 30 milioni di debito.
La società di Tosto l’aveva rilevata per 6,4 milioni, aggiungendola agli altri stabilimenti di sua proprietà; 6 a Chieti e 2 in Romania.
Nel 2021 Luca Tosto, manager del Gruppo, aveva dichiarato che “L’acquisizione del deposito di Trieste costituisce un nuovo asset strategico nel percorso di investimento e sviluppo del nostro gruppo per il triennio 2021/2024. Siamo pronti ad investire risorse e a creare nuovi posti di lavoro per riportare l’ impianto – importante hub per il rifornimento di carburante in tutto il nord Italia – a livelli di piena operatività”.
[z.s.]


