Trieste, batteri nelle acque di Barcola, valori nuovamente nella norma

22.05.2023 – 10:40 – In seguito ai campionamenti delle acque del Lungomare di Barcola eseguiti in data 18 Maggio dall’Agenzia Regionale Per la Protezione Ambientale del Friuli Venezia Giulia, il Comune di Trieste, attraverso un’apposita ordinanza, aveva provveduto ad interdire l’accesso al mare ai bagnanti a causa di un elevato quantitativo di Escherichia Coli ed Enterococchi intestinali di origine fecale all’interno dell’acqua marina in tre punti a ridosso della costa; più precisamente nei pressi dello storico Bagno Ferroviario, della Spiaggetta CEDAS e nell’area dell’ex California. Nella mattinata odierna, in seguito ad una nuova analisi delle acque, il dato problematico sembrerebbe essere tornato entro i limiti consentiti dalla normativa sulla balneazione e quindi gli accessi sono stati nuovamente riaperti. L’Escherichia coli è la specie di batterio più nota del genere Escherichia. Costituisce parte integrante del normale microbiota intestinale dell’uomo e di altri animali a sangue caldo. Nonostante la maggior parte dei ceppi di Escherichia coli siano innocui, alcuni ceppi di sono l’agente eziologico di malattie intestinali di diversa gravità che possono manifestarsi con dolore addominale, vomito e diarrea con sangue, come ad esempio infezioni del tratto urinario, peritonite, setticemia, polmonite e meningite. Nonostante la maggior parte dei ceppi di Escherichia coli siano innocui, ne esistono tuttavia alcuni che possono mettere a rischio la salute umana causando disturbi di diversa gravità come crampi addominali, vomito e diarrea con sangue. L’infezione da Escherichia coli, che può provenire da acqua o cibo contaminati, soprattutto da alimenti come frutta e verdura, cibi spesso consumati crudi, ma anche da latte non pastorizzato e carne non cotta, può risultare molto pericolosa soprattutto per i bambini piccoli e gli anziani, i quali possono sviluppare una forma di insufficienza renale pericolosa per la vita chiamata sindrome emolitico uremica. L’Escherichia coli è sensibile al calore; la cottura dei cibi, infatti, permette nella maggior parte dei casi di neutralizzarlo.

 

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