04.05.2023 – 12:00 – Gli anni passano ma il ricordo di loro è ancora ardentemente vivo nella memoria dei tifosi e degli appassionati di calcio. Stiamo parlando della leggendaria squadra del “Grande Torino”, l’unica sino ad allora in grado di conquistare cinque scudetti di consecutivi, tragicamente scomparsa il 4 maggio 1949 in un incidente aereo avvenuto sul Colle di Superga (TO), mentre stava ritornando in Italia dopo un’amichevole giocata a Lisbona contro il Benfica. Nello schianto persero la vita 27 persone tra giocatori e staff tecnico e 4 componenti dell’equipaggio. Tra questi, anche il trentenne mediano triestino Giuseppe “Pino” Grezar, accasatosi all’ombra delle Mole nel 1942 e divenuto in breve tempo uno degli alfieri più importanti dell’allora rosa granata. Da quel giorno di pioggia maledetto, l’Italia del calcio non è più stata la stessa; aveva perso una delle squadre più forti di tutti i tempi nonchè gran parte dei migliori giocatori della Nazionale, campioni amati da milioni di tifosi che, in quell’epoca, attraverso il gioco del calcio, cercavano di dimenticare le sofferenze sopportate negli anni della Seconda Guerra Mondiale.
Durante la commemorazione odierna presso il Cimitero Monumentale di Torino, dove riposa la maggior parte degli Invincibili, (Grezar riposa invece a Sant’Anna, nella sua Trieste) ha preso la parola il presidente del Torino Calcio, Urbano Cairo: “Oggi è un giorno molto speciale. Oltre a ricordare i grandi campioni, bisogna ricordare gli uomini che sono morti molto giovani. Essere vicini alle famiglie che hanno perso questi papà, questi figli è molto importante. Se siamo ancora oggi qui, dopo 74 anni, a ricordare il Grande Torino è perché ha lasciato nel cuori di tutti, anche di chi non li ha visti giocare, un qualcosa di speciale per come erano straordinari, leali, sportivi, per come hanno rappresentato l’Italia in un momento difficile come quello della ricostruzione. Oggi è una giornata molto importante per noi, un momento di raccoglimento e ricordo di grandi campioni e grandi uomini che ci devono ispirare tutti i giorni. Non dico di avvicinarsi a loro ma dobbiamo cercare di fare il meglio possibile per rappresentarli in maniera dignitosa”.


