02.03.2023 – 13.59 – Accelerare la transizione digitale, ampliare l’offerta formativa lavorando sulle competenze tecniche e fornire personale specializzato alle aziende per favorire sempre più l’occupazione dei giovani. I percorsi ITS del Friuli Venezia Giulia si presentano oggi ai ragazzi delle classi quinte dei licei Oberdan e Galilei di Trieste: quali sono le caratteristiche, sinergie e potenzialità del sistema ITS FVG applicate al mondo dell’impresa? A questa domanda hanno cercato di rispondere le diverse realtà formative che in regione operano per fornire una didattica specializzata negli ambiti di ultima generazione, con la volontà di sdoganare il mito per il quale gli Istituti tecnologici superiori sarebbero percorsi di una categoria inferiore rispetto ai percorsi universitari.
Ad aprire l’incontro Bruno Zvech, direttore generale dell’Accademia Nautica dell’Adriatico di Trieste e membro del Consiglio generale dell’Associazione ITS Italy: “I dati parlano chiaro e sono omogenei: il 57% dei corsi promossi sono stati premiati con un ulteriore riconoscimento. Sul dato demografico il sistema ITS FVG è tra i più performanti in Italia e, parlando di finanziamento proiettato sugli abitanti siamo la regione che mette a disposizione il maggior numero di fondi. La strada che abbiamo intrapreso è quella giusta, lo dimostrano i dati”.
E di dati si sono occupati Giulio Vidotto Fonda e Francesco Biasol, ricercatori Rachel – Swg, start-up che applica ad analisi e ricerche modelli d’intelligenza artificiale e predittivi: “Abbiamo chiesto alle imprese che tipo di posizioni sarà necessario coprire e quali sono le aree aziendali che hanno bisogno di nuovo personale – illustrano i ricercatori -. Poi abbiamo approfondito le aree che maggiormente interessano ai ragazzi: si tratta di materie informatiche e ICT, energia, ambiente, chimica, fisica e l’ambito biomedicale”. Tutti ambiti che possono essere approfonditi attraverso il sistema ITS regionale.
Gli ITS, a livello nazionale, sono stati recentemente oggetto di una riforma. Si tratta della legge 99/2022, brevemente illustrata da Ketty Segatti, vicedirettrice centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia: “L’obiettivo è garantire una formazione continua lungo tutto l’arco della vita. Per la completa attuazione della riforma saranno necessari ulteriori decreti attuativi, ma si stanno già chiudendo i primi quattro. La nuova riforma mette a disposizione 1,5 miliardi per potenziare l’offerta formativa e le infrastrutture. Parlando della regione Friuli Venezia Giulia, le quattro Fondazioni ITS avranno a disposizione 16,2 milioni”.
ITS Accademia Nautica dell’Adriatico, ITS Alto Adriatico, MITS – Nuove Tecnologie per il Made in Italy e ITS Volta – Nuove tecnologie della vita: i presidenti e i direttori generali delle quattro realtà regionali hanno illustrato agli studenti la propria offerta formativa, concentrandosi sul modello di Learning by Doing, caratteristica comune alle realtà di base nel Friuli Venezia Giulia.
Il mondo degli ITS è legato a doppio filo con l’industria e l’impresa, contesti sempre più alla ricerca di personale formato. “Queste non solo scuole di serie B, dobbiamo far crescere i numeri con campagne di marketing, numeri che già ora sono soddisfacenti – commenta il presidente di Confindustria Alto adriatico, Michelangelo Agrusti – Dobbiamo dare delle vere chance ai ragazzi formandoli con l’obiettivo di fare impresa di prima generazione”.
Gli fa eco il vicepresidente di Confindustria Udine, Paolo Petrucco: “Ci sono poche imprese di prima generazione, grazie al supporto del ministero, della regione e delle scuole stesse dobbiamo riuscire a vincere la diffidenza nei confronti del mondo degli Istituti Tecnologici Superiori”.
A chiudere l’evento l’assessore regionale al lavoro, formazione e istruzione Alessia Rosolen: “Stiamo presentando delle opportunità – spiega rivolgendosi ai ragazzi – la scelta sta a voi e dipende da inclinazioni e opportunità. In una società che cambia velocemente l’ITS è il simbolo del cambio di paradigma della società. Il Friuli Venezia Giulia primeggia per partecipazione, premialità e qualità dell’offerta. Non siamo i primi perché siamo piccoli, ma siamo al vertice”, conclude.
mb.r


