FIGEC, solidarietà ai lavoratori GEDI dopo la cessione dei rami d’azienda. ‘Inaccettabile’

26.11.2022 – 16.18 – Solidarietà ai lavoratori di GEDI dopo la cessione di due rami d’azienda alla società Accenture, gigante dei servizi e della tecnologia, comunicata pochi giorni fa. È la posizione della FIGEC, Federazione Italiana Giornalismo Editoria e Comunicazione, federato CISAL; “è inaccettabile”, così il sindacato attraverso il segretario generale Carlo Parisi, “assistere al perpetrare di strategie aziendali che mortificano la dignità umana e professionale dei lavoratori”. GEDI, editrice de Il Piccolo di Trieste, di Repubblica, La Stampa, Il Secolo XIX, Messaggero Veneto, La Gazzetta di Mantova e altre sei testate locali nonché di Limes, Huffington post, Radio Capital e Radio Deejay, ha comunicato la cessione secondo quanto riportano i sindacati e i lavoratori senza alcun preavviso, e la reazione dei giornalisti e del personale si è concretizzata in immediata agitazione. I due rami ceduti sono proprio quelli più tecnologici e orientati a Internet (video, audio podcast, grafici, hardware e software), sui quali l’editore aveva precedentemente annunciato di voler puntare per lo sviluppo del gruppo. “Tutti i giorni”, denuncia la FIGEC, “tocchiamo con mano i drammi causati da scelte imprenditoriali che pongono attenzione solo all’aspetto dei profitti e non alla rilevanza dell’informazione quale garante del nostro sistema democratico”. Le strategie degli editori, “attuate a macchia di leopardo, non stanno portando da nessuna parte”. Necessario quindi porre in essere una riforma complessiva del settore che riguardi la creazione di norme moderne ed efficaci che possano sostenere e tutelare un’informazione in continua e rapida evoluzione, incluse strategie d’investimento e politiche del lavoro adeguate, “per affrontare dignitosamente il presente, e non vivere nell’incubo di ritrovarsi in futuro con pensioni da fame”.

[c.s.][f.f.]

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