15.11.2022 – 19.51 – Il campionato della Fiorentina nell’ambito della stagione di Serie A 2022/2023 non è iniziato nel migliore dei modi per una piazza che, alla vigilia della nuova stagione, sperava di poter ottenere risultati molto più brillanti. Alla vigilia dei campionati del Mondo, che interrompono le leghe fino a gennaio del 2023, la Fiorentina non può certamente ottenere un bilancio positivo della prima parte del suo campionato, in virtù di prestazioni che sono apparse spesso non all’altezza della piazza, mostrando una squadra appannata. Nonostante la sorpresa Vincenzo Italiano, che ha riportato i Viola in Europa dopo anni di grosse difficoltà, ciò di cui la Fiorentina manca è chiaro: un centravanti in grado di finalizzare le numerose occasioni da gol della squadra, un pericolo per le difese avversarie e, soprattutto, un attaccante dal rendimento fisso. Tutte queste impressioni erano chiare ai tifosi quando Vlahovic era in procinto di lasciare la Fiorentina, ma ora appaiono più che mai nette.
Cabral e Jovic: i due sostituti di Vlahovic non sono all’altezza? L’affare che ha portato Vlahovic alla Juventus è stato sicuramente favorevole non soltanto per i bianconeri, che hanno permesso a uno dei giovani più importanti della nuova generazione calcistica di vestire i colori della squadra di Torino, ma anche per la Fiorentina: come spiegato da Rocco Commisso in più occasioni, infatti, il trasferimento ha sanato le casse della squadra e permesso di chiudere i bilanci in positivo, non correndo rischi di nessun tipo. Eppure, dal gennaio del 2022 la Fiorentina è apparsa orfana del suo enorme potenziale offensivo, che le aveva permesso di stupire nella prima parte del campionato 2021/2022. Piatek e Cabral prima, Cabral e Jovic poi non sono apparsi all’altezza del loro predecessore, che ha intanto aveva segnato il primo gol in Champions League dopo appena 30 secondi dal suo esordio, mostrando il suo talento anche altrove. In particolar modo, per Piatek (poi finito alla Salernitana) le delusioni sono state alte, dal momento che si aveva un ricordo ben diverso del “pistolero” in Italia, mentre Cabral è sembrato spesso vittima della discontinuità, nonostante gli enormi lampi di talento mostrati, ad esempio, nel suo bellissimo gol contro il Napoli. Diverso il discorso per quanto riguarda Jovic: proveniente dal Real Madrid, dove non è stato in grado di entrare a pieno regime nelle gerarchie della rosa (complice un Benzema in formato Pallone d’oro), l’attaccante sembrava essere il nome che avrebbe risollevato le sorti dell’attacco Viola, specie a seguito del primo gol in campionato nel match contro la Cremonese. In realtà, con soli tre gol (di cui due da subentrato) l’attaccante è apparso spesso testardo nel tentare soluzioni egoistiche e non riuscendo a lavorare bene con la sua squadra.
Le soluzioni tentate da Vincenzo Italiano per sopperire alla mancanza di Vlahovic. Per quanto il problema offensivo sia apparso piuttosto importante per la Fiorentina, non si può certo dire che Vincenzo Italiano non abbia tentato di sopperire alla mancanza di Vlahovic. L’allenatore è abituato a servirsi di attaccanti di peso, come dimostrato dalla straordinaria stagione di N’Zola quando l’allenatore ha guidato lo Spezia nella sua storica salvezza in Serie A, e alla Fiorentina non ha trovato pane per i suoi denti da quando Vlahovic ha abbandonato la squadra. All’inizio della stagione 2022/2023 spesso la soluzione è stata rappresentata da Kouamè centravanti, apparso più in avanti nelle gerarchie rispetto agli altri due attaccanti, ma – nonostante un gol alla Juventus e alcune prove positive – neanche l’ex Genoa ha convinto del tutto. Per questo motivo, Vincenzo Italiano si trova costantemente in una situazione di difficoltà, dettata da una scelta non semplice e che, spesso, deve attenere anche al momento di forma fisica e mentale dei propri centravanti. Comprendere quale possa essere il futuro della Fiorentina, sulla base di queste considerazioni, non è assolutamente semplice, per cui non resta che attendere nel cercare di capire, anche a seguito dei Mondiali, quale tra i tre attaccanti saprà raccogliere l’eredità del serbo.
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