Brucia il Carso triestino, sottoscritto il decreto d’emergenza

20.07.2022 – 07.30 – Prima l’altipiano sloveno, sulla fascia confinaria isontina; poi Doberdò del Lago e Bivio di Aurisina, il Lisert. È un’inferno quello che circonda Trieste. Tre fronti del fuoco a ieri sera: Devetaki, Sablici e Medeazza; le operazioni sono proseguite tutta la notte. Nel pomeriggio, a Gorizia, si è tenuto il vertice per esaminare la situazione dell’incendio e delle misure necessarie per assistere le persone in transito su strada e ferrovia. Di poco successivo l’annuncio del governatore e del suo vice, Riccardi: “È stato sottoscritto poco fa un decreto di emergenza della Regione per gestire la situazione straordinaria che si è venuta a creare nell’area del Carso triestino”. La regione si è mobilitata per assistere e persone che sono state costrette a uscire dalla rete autostradale, a scendere dai treni, quelle rimaste bloccate in auto o sui mezzi pesanti, e le persone sfollate a causa delle fiamme che per ore hanno divorato il Carso. La situazione non è semplice e Vigili del fuoco e volontari sul posto raccontano che incendi così importanti non si assisteva da anni. Perciò non è possibile fare alcuna previsione. Da risolvere rapidamente anche la questione croceristi: le motonavi sono partite da Trieste, molo audace, alle 20 e 30 e 21 e 30 di ieri sera.
Intanto Arpa FVG ha effettuato delle misurazioni con contaparticelle nell’area potenzialmente interessata dalla caduta dei fumi dell’incendio. Le prime misure, ha comunicato l’assessore Scoccimarro, alle 20 e 20 di ieri sera erano al di sotto della soglia di attenzione. “Le rilevazioni della mattinata – ha concluso Scoccimarro – sono state molto basse (minori di 10 microg/m3), in aumento nel pomeriggio ma sempre ampiamente al disotto della soglia di 50 microg/m3. Questo risultato è compatibile con la diffusione dei fumi dell’incendio”.

b.b

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