Trieste, frode nel settore petrolifero. Sequestro per 44 milioni

07.07.2022 – 11.00 – Un’associazione per delinquere, attiva nelle province di Napoli e Frosinone che, tramite un’articolata frode carosello e una catena di società sparse per il Friuli Venezia Giulia, il Lazio e la Campania, assicurava introiti illeciti ai soggetti coinvolti e calcolati sulle evase in termini di IVA e di accise, per decine di milioni di euro. I finanzieri dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, Frosinone e Trieste, in collaborazione con i funzionari del Nucleo Operativo Accise (NOA) dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali a carico di due soggetti, nonché a un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni mobili e immobili, in via diretta e per equivalente, per complessivi 44 milioni di euro, a carico di cinque società e sei persone fisiche indiziate di partecipazione ad una associazione per delinquere attiva nelle province di Napoli e Frosinone, di dichiarazione fraudolenta mediante l’emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti e di frode nella commercializzazione di prodotti petroliferi.
I legali rappresentanti delle società sono agli arresti domiciliari con divieto temporaneo di esercitare imprese e uffici direttivi; le autorità hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni mobili e immobili, in via diretta e per equivalente, per complessivi 44 milioni di euro, a carico di cinque società e sei persone fisiche indiziate di partecipazione all’organizzazione illecita che ha operato dal 2016 al 2021. Una delle società operanti nel frusinate, titolare di licenza di trader, a seguito della revoca intervenuta per violazioni di carattere fiscale, avrebbe ceduto circa 15 milioni di litri di gasolio, in sospensione d’accisa pur non avendone più i requisiti, a un’altra società, sempre riconducibile al medesimo soggetto. Tale condotta avrebbe consentito – in soli due mesi – di evadere circa 10 milioni di euro di accise.

b.b

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