10.02.2022 – 12:35 – Si è tenuta questa mattina presso il Sacrario della Foiba di Basovizza, a Trieste, la cerimonia commemorativa del Giorno del Ricordo 2022. Al tradizionale evento, hanno preso parte i maggiori rappresentanti delle istituzioni politiche e religiose locali quali il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il Governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e il Vescovo del Capoluogo Giuliano, Giampaolo Crepaldi. Presenti poi, i rappresentanti del Comitato per i Martiri delle Foibe, assieme al Gonfalone della Città di Trieste, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, e il Gonfalone della Città di Muggia, decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare, unitamente ai Gonfaloni della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del Comune di Duino-Aurisina, i Medaglieri Nazionali dell’Istituto del Nastro Azzurro, dell’Associazione Nazionale Alpini, dell’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, dell’Unione Nazionale Reduci di Russia e della Federazione Nazionale Arditi d’Italia. Infine, presenti alla cerimonia, anche bandiere e labari della Lega Nazionale, della Federazione Grigioverde, dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia, dell’Associazione delle Comunità Istriane, dell’Unione degli Istriani-Libera Provincia dell’Istria in Esilio, e i Gonfaloni dei liberi Comuni in esilio di Fiume, Pola e Zara.
La cerimonia si è aperta con gli onori ai Martiri delle Foibe e la conseguente deposizione delle corone da parte delle istituzioni quali Regione FVG, Prefettura e Comune di Trieste. Successivamente il Vescovo Crepaldi ha impartito la sua benedizione ai Caduti di tutte le Foibe proferendo la “Preghiera per gli Infoibati”, composta dall’Arcivescovo Santin. Infine si sono poi susseguiti i discorsi del Presidente della Lega Nazionale di Trieste, Sardos Albertini, del Sindaco di Trieste Dipiazza, e del Governatore Fedriga.

“Purtroppo anche quest’anno a causa della pandemia questa cerimonia si è dovuta svolgere con un numero ridottissimo di persone – ha esordito il Sindaco Roberto Dipiazza. Nonostante la presenza fisica sia limitata l’interesse per questa manifestazione aumenta di anno in anno, grazie all’impegno di molti di voler far tornare alla luce questi tragici avvenimenti. La storia, infatti, sta ritrovando quella parte della memoria che per molti, moltissimi, troppi anni era stata volutamente dimenticata; nascosta, misconosciuta da stati, governi e politici. Qui purtroppo sono state scritte pagine buie e vergognose della storia del ‘900 e dell’umanità”.
“Appena 18 anni fa, – ha continuato il Primo Cittadino – il 30 marzo 2004, il Parlamento Italiano ha istituito il Giorno del Ricordo grazie alla legge proposta dall’Onorevole Roberto Menia, dedicato ai martiri delle foibe e alle vittime dell’Esodo Giuliano, Dalmata. Tutti questi nostri connazionali sono stati vittime dei carnefici partigiani comunisti del Maresciallo Tito tra il Settembre del 1943 ed il Febbraio del 1947 e anche a guerra finita, dove sono avvenute violenze, torture gettando poi nelle foibe cittadini della Venezia Giulia e della Dalmazia con la sola colpa di essere cittadini italiani”.
“In quegli anni, stati, governi e politici, sono stati complici dei carnefici e la redistribuzione del confine è stata la causa principale dell’esodo di oltre 350.000 italiani – ha sottolineato Dipiazza. Palmiro Togliatti in una lettera scrisse “Quanto più parte dell’Italia diventerà Jugoslavia, più parte dell’Italia sarà libera”. Non ricordare questi fatti vorrebbe dire tradire nuovamente gli esuli fiumani, istriani e dalmati, fuggiti con il terrore di morire nelle foibe per il rifiuto del comunismo come ideologia totalitaria e per la paura del nazional comunismo di Tito, pronto a sopraffarre con violenza ogni altro tipo di identità nazionale”.
“Grazie a questa nostra costante voglia di far conoscere al mondo la verità, – ha asserito Dipiazza – si stanno sempre più soffocando quei meschini e vigliacchi rigurgiti negazionisti, figli di una politica che nel cercare di eliminare il ricordo di un crimine lo commtte nuovamente. Oggi in Italia e in sempre più parti del mondo la gente conosce cos’è stato l’olocausto delle foibe, l’eccidio di massa compiuto dalle bestie di Tito, dove persone legate con il filo di ferro venivano gettate in queste voragini o finivano in campi di concentramento come quello di Borovnica, antecamera della morte. La forza di questo inarrestabile processo di verità ci arriva oggi anche dalla Slovenia”.
“Da Sindaco di questa importante Città, di cui l’Italia è stata madre e matrigna, chiedo al Parlamento di onorare i nostri martiri e restituire dignità ai nostri esuli togliendo completamente a Tito l’onoreficienza di Cavaliere di Gran Croce”.
“Affinchè tutto ciò non venga più a ripetersi, – ha concluso – conserviamo nel cuore una delle immagini più significative degli ultimi anni, le mani unite del nostro Presidente della Repubblica Mattarella, e del Presidente della Slovenia Pahor che riconoscendo e rispettando il dolore hanno omaggiato insieme queste vittime con il capo chino e lo sguardo al futuro”.

“Il giorno del ricordo – ha asserito il Governatore Massimiliano Fedriga, è importante soprattutto perché parte dal sangue di questa terra, il cuore dell’Italia e dei drammi del 900”.
“La presenza delle istituzioni che non semplicemente ricordano ma rimarcano la verità è fondamentale” – ha continuato. “Quanto è avvenuto con il Presidente Pahor e il Presidente Mattarella ha una valenza europea e di questo ne siamo orgogliosi”
“Voglio ribadire l’impegno che mi sono preso appena diventato Presidente di questa Regione ossia garantire che le istituzioni non collaborino con realtà che continuano a propagare negazionismo, revisionismo e riduzionismo. La Regione Friuli Venezia Giulia ha deciso di togliere i finanziamenti a realtà come queste e lo ha fatto. Questo dovere – ha continuato Fedriga – lo abbiamo nei confronti delle generazioni future. se qualcuno crede che libertà significhi la possibilità di raccontare menzogne sulla pelle di chi queste vicende le ha vissute con il sangue si sbaglia. Non può esserci libertà nella menzogna – ha sottolineato il Governatore. La responsabilità che certi storici o pseudostorici, certi politici o pseudopolitici, attivisti o pseudoattivisti hanno, non è soltanto nel negare la sofferenza dei martiri, ma è quella di cercare di consegnare una realtà falsa alle generazioni future. Quindi una realtà non libera. Voglio ringraziare tutte le forze politiche e parlamentari che si sono impegnate in modo compatto per far emergere la verità. Questi sono i passaggi fondamentali che istituzioni democratiche compiono per garantire la libertà ai propri cittadini e ai cittadini che verranno” – ha concluso Fedriga.


