01.10.2021 – 10.20 – Correva il 28 ottobre 1921 quando la mater dolorosa Maria Maddalena Bergamas scelse, nella Basilica di Aquileia, tra undici salme di caduti non identificabili, la bara di colui che sarebbe divenuto il “milite ignoto“: per la popolana, originaria di Trieste, la bara rappresentava il volto sepolto nel feretro di ferro del figlio irredento e disperso; per una popolazione di veterani, reduci e mutilati che aveva sofferto oltre 650mila caduti sul fronte, quel povero corpo straziato diveniva il “simulacro” passato e futuro dei caduti e dispersi in guerra italiani.
Successivamente la salma, caricata su un carro ferroviario con affusto di cannone, decorato con la citazione dalla Divina Commedia l’ombra sva torna ch’era dipartita (ricorrevano infatti i 600 anni dalla morte di Dante), transitò per tutta Italia, giungendo infine a Roma.
Il 4 novembre 1921 la bara, nell’occasione del terzo anniversario della fine della guerra, fu sepolta sotto la statua della dea Roma all’Altare della Patria al Vittoriano.
A cent’anni di distanza da quello storico anniversario, anche Trieste ripercorre le vicende connesse al “Milite Ignoto” con una duplice mostra: da un lato un’esposizione tradizionale nella sala d’arte del Comune di Trieste, con pezzi storici come residuati bellici, elmetti, medaglie e soprattutto fotografie del viaggio; dall’altro con un’esposizione diffusa, attraverso 11 pannelli illustrativi collocati nei luoghi più turistici della città.
In particolare il percorso open air comprende: Stazione ferroviaria, piazza Vittorio Veneto, piazza Oberdan, via Battisti, via Dante, piazza della Borsa, piazza Unità d’Italia, Cavana, piazza Hortis, Museo Sartorio, San Giusto. È possibile seguire il percorso predeterminato indicato nella mappa e scaricabile all’indirizzo: trieste1921.online.trieste.it o passeggiare liberamente tra le stazioni; ogni installazione, infatti, pur rientrando in un unicum, può essere letta autonomamente.
La mostra “in situ” è invece visitabile previo ingresso contingentato e Green Pass negli orari di apertura del Municipio. Tra gli elementi più interessanti si segnala una croce realizzata con schegge di granata, ritrovata sulle pendici del Monte Ermada e dedicata nel 2012 dall’Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna – Sez. di Trieste ai Dispersi e Caduti in Guerra. La Società Ginnastica Triestina – 1863 ha inoltre simbolicamente partecipato con il prestito di una cartina millimetrata del fronte carsico tra il 1915-16, un tempo esposta negli ambienti sociali. Si tratta di un simbolico contributo, connesso ai 67 soci della SGT caduti nelle trincee della prima guerra mondiale. Proprio la mappa venne infatti utilizzata durante un ciclo di conferenze degli anni Settanta della SGT, dove i veterani del conflitto ricordarono i caduti, con la conferenza intitolata “I volontari giuliani e dalmati nella prima guerra mondiale“.
Il percorso del Milite Ignoto s’intreccia strettamente con le vite di tanti triestini dell’epoca: a partire dalla già citata Maria Bergamas (1863-1953), originaria di Gradisca ma residente a Trieste, passando al direttore dell’Ufficio Belle Arti e Monumenti di Trieste, l’architetto Guido Cirilli (1871-1954), che realizzò il carro funebre del Milite Ignoto con l’aiuto del pittore triestino Argio Orell (1884-1942). E ancora, il vescovo di Trieste, Angelo Bartolomasi (1869-1959), il quale officiò le cerimonie ad Aquileia e Roma.
[z.s.]













