Molestie su stagista, condanna per fatto lieve ad Andrea Sessa. Rovesciata la sentenza di primo grado.

17.05.2019 – 21.09 – La sentenza in appello rovescia l’assoluzione in primo grado, e condanna Andrea Sessa per fatto lieve. La vicenda è iniziata a marzo del 2015, quando un ragazzo di minore età ha accusato Sessa di molestie sessuali verificatesi durante uno stage formativo. La vicenda, presentata dai media come fatta di abusi gravi e su un ragazzo con problemi psichici, era culminata in provvedimento a firma del Gip Laura Barresi, a seguito del quale Sessa era stato messo agli arresti domiciliari per un anno.

Sessa è un personaggio pubblico, noto come professionista come editore di RTA Teleantenna e in frequentissimo contatto con il mondo giornalistico, politico e imprenditoriale di Trieste e del Friuli Venezia Giulia; la notizia, quindi, aveva fatto notevole scalpore attirando immediatamente l’attenzione. Arrivati in aula, però i fatti si erano subito ridimensionati: alla prima udienza gli arresti domiciliari erano stati tolti e Sessa era stato immediatamente liberato dai giudici. Nella sentenza di primo grado si era giunti al verdetto di non sussistenza del reato con assoluzione. Mercoledì 15 maggio 2019, questa settimana, l’appello, con la richiesta da parte del procuratore di una condanna ad un anno perché il fatto risulta particolarmente tenue, e conferma, dalla parte civile, della richiesta di risarcimento di 75.000 euro. La sentenza è arrivata alla sera assieme alle altre della giornata ed è stata pronunciata dal presidente Fabrizio Rigo, che ha condannato Sessa ad un anno e sei mesi con pena sospesa – non dovrà, quindi, scontare nulla, essendo stato l’imputato ritenuto non pericoloso per la comunità – e al risarcimento danni alla parte civile di ventimila euro, importo notevolmente ridotto rispetto alla prima richiesta. La Corte d’Appello ha emesso una sentenza di condanna più alta di quella proposta dall’accusa; gli avvocati di Sessa aspettano ora le motivazioni della sentenza stessa per decidere come procedere, e con ogni probabilità la vicenda avrà un nuovo capitolo in Cassazione.

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