15.04.2021 – 07.50 – La necessità di un coinvolgimento costante delle Regioni nel percorso di costruzione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), e nella successiva attuazione dei suoi contenuti, è stato quanto discusso nell’incontro di ieri a Roma tra il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, con i ministri per gli Affari regionali e autonomie Mariastella Gelmini, della Transizione ecologica Roberto Cingolani, per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, e per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta; il tema sarà oggi discusso dalla Conferenza delle Regioni.
“L’incontro con i ministri ha permesso di fare il punto su molti aspetti salienti del Pnrr”; “la mole di investimenti che dovremo attivare in poco tempo” spiega Fedriga, “impone che Stato e Regioni procedano in modo spedito e pienamente coordinato: anche per questo, abbiamo condiviso con i ministri l’esigenza di attivare da subito tavoli tematici e abbiamo rinnovato all’Esecutivo nazionale la richiesta che la Conferenza delle Regioni partecipi in modo permanente al Comitato interministeriale per la transizione ecologica”. Concorde infine il presidente con quanto detto dal ministro Brunetta in merito alla necessità di un cambiamento nelle regole di accesso alla Pubblica amministrazione, puntando su digitalizzazione e competenze, e rispetto all’esigenza di un’azione di semplificazione.
Del Piano nazionale di ripresa e resilienza hanno trattato anche gli assessori regionali alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, a Lavoro e formazione Alessia Rosolen e alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier, in occasione della II Commissione in Consiglio regionale, illustrando quelle che sono le principali proposte del Friuli Venezia Giulia.
Immediata operatività e una forte ricaduta occupazionale sono gli elementi cardine per quanto riguarda il comparto economico e delle imprese ha spiegato Bini: tra i principali progetti, la riqualificazione e l’efficientamento delle aree industriali da parte dei Consorzi di sviluppo economico locale mediante il potenziamento delle infrastrutture, il miglioramento delle performance ambientali, dei servizi e il recupero delle aree degradate anche in ottica di sviluppo del sistema integrato delle aree industriali regionali, connesse alla retro portualità dell’Alto Adriatico”.
Il Piano è un’occasione per il Friuli Venezia Giulia di accelerare i processi di sviluppo di una vera e propria agricoltura sostenibile”, ha osservato Zannier, “sfruttando le leve che il Recovery plan impone, ovvero gli obiettivi di sostenibilità ambientale e di rafforzamento dei processi di resilienza”. Proprio in tal senso, tra i numerosi progetti in materia agroalimentare e forestale, quello a maggior impatto che la Regione ha proposto di includere nel Piano, ha illustrato l’assessore, consiste nell’ammodernamento ed efficientamento di impianti irrigui consortili della regione attraverso sistemi innovativi di valutazione e previsione di disponibilità della risorsa idrica in relazione ai fabbisogni delle colture.
Infine, per quanto riguarda il fronte lavoro e formazione, tra i punti principali evidenziati da Rosolen, le implicazioni dell’attuazione del programma finalizzato all’inserimento occupazionale Gol (garanzia di occupabilità), una riforma degli ammortizzatori sociali che superi le disparità tra lavoratori garanti e quelli più esposti, una rivoluzione della Pubblica amministrazione anche nel modo di intendere, vivere e progettare gli spazi per la scuola, la formazione e per il lavoro. “Uno dei principali luoghi di applicazione del Pnrr” ha poi sottolineato l’assessore, “è quello legato al Porto Vecchio di Trieste: è evidente che questo progetto non possa essere mortificato da letture ‘localistiche’ ma costituisca un’opportunità per conferire respiro internazionale a un’area che può e deve crescere in modo da valorizzare l’Adriagateway dell’Autorità portuale. Il progetto che la Regione ha redatto è l’esemplificazione del concetto di sintesi tra alta formazione, lavoro e ricerca, in cui lo sviluppo digitale diventa il fulcro per la crescita di nuove professionalità.”
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