17.03.2021 – 09.15 – Con l’arrivo del Coronavirus il mondo è cambiato e, con esso, anche noi. Catapultati da un giorno all’altro nell’emergenza, abbiamo dovuto forzatamente rimettere in discussione le nostre vite e le nostre certezze. Per cercare di dare risposta a quelle che sono le preoccupazioni, i dubbi e le domande dei lettori, Trieste.news ha deciso di ospitare una nuova rubrica a cura dell’équipe dell’associazione Telemaco di Trieste: l’obiettivo è quello di creare un luogo di accoglimento delle paure, delle incertezze e delle angosce. Un modo, in questo tempo di fatica e incognite, per essere vicini alla cittadinanza, per poter dare ascolto alle difficoltà e articolare delle risposte non normative ma che possano stimolare nuove domande.
Domanda: Buongiorno, Sono Luca e ho 12 anni. Da un bel po’ di tempo quando vado a dormire mi prende una fortissima paura, ho paura della morte. Mi giro nel letto, penso a questa cosa e non riesco a dormire anche fino a molto tardi. Ho paura non tanto del momento di morire ma che dopo non ci sia nulla, che si torni nel nulla come prima di nascere. Da non tanto è morta una mia zia e forse centra anche questo. Cosa posso fare?
Risponde Anna Cicogna per Telemaco Trieste: Caro Luca, ci scrivi una domanda difficile per cui ti ringrazio: serve coraggio. Non sempre gli adulti hanno il coraggio di fare e di farsi delle domande così assolute, così radicali, tanto più in questi tempi in cui siamo spesso costretti a confrontarci con il lato reale della questione.
La tua è una domanda su cui ci interroghiamo da sempre come umani, a cui sono date tante risposte diverse da filosofi, pensatori, teologi. Cercherò di evitarle quasi tutte. Invece come prima cosa ti farò delle domande: ti ricordi le mani di tua zia? Ti ricordi il suo tono di voce, le storie che ti raccontava, l’odore della casa, dei vestiti? Quando andavi a trovarla preparava qualcosa di particolare da mangiare? Le piaceva leggere o guardare la tv o nessuna di queste cose? Cosa le dava fastidio? Cosa la faceva ridere? Cosa ricordi di lei? Magari non tutto, ma qualcosa di sicuro. Ecco, quel qualcosa, che è parola, corpo, voce, inclinazione del viso, quel qualcosa in te si è scritto. E si è scritto sicuramente nei tuoi nonni, nei tuoi genitori, nei tuoi fratelli o sorelle se ne hai, in tutte le persone che l’hanno conosciuta e amata.
Sono tracce, sentieri, sono ricordi e i ricordi non sono cosa morta, ma viva. Una persona anche se manca non può diventare nulla finché viene ricordata la sua storia come unica, irripetibile, finché il suo nome non viene perso nella serie indifferente di tutte le persone che nel tempo si sono chiamate, si chiamano e si chiameranno così. “Cosa posso fare?” chiedi. La paura non si risolve con il famoso tocco di bacchetta magica, ha bisogno di essere lavorata finché non diventa meno spigolosa, finché possiamo mettercela in tasca senza farci male. Lavorare la paura significa poterne parlare. Dunque parlane a casa, con i tuoi genitori e se la paura punge troppo, se fa troppo male, pensate insieme a come chiedere aiuto. Un’altra cosa che puoi sicuramente fare è ricordare tua zia, pensare ai dettagli, a tutti quei piccoli qualcosa che sono rimasti segnati in te e che sono l’esatto contrario del niente. Puoi metterli in fila e se vuoi aggiungerne altri, altri pezzetti che puoi farti raccontare dalla mamma, dal papà, da chi può avere un pezzo della storia che non sai e vuoi sapere.
Parlavi del nulla prima di nascere…ma anche prima di nascere siamo qualcosa, siamo un pensiero, un desiderio nella mente dei nostri genitori: ogni bambino nasce prima come pensiero, come storia possibile, come possibile nome.
Questo accade anche quando non ci siamo più. Resta una storia, che può essere raccontata, preservata, tramandata ad altri e in questo mantenuta viva. Quindi hai un compito, che non è un obbligo ma una scelta: quali storie continuare a raccontare? Quali storie far respirare?
Non è un compito facile, ma neanche la domanda che fai e la paura che hai lo è: il coraggio -come ti scrivevo all’inizio- non ti manca di certo.


