Riqualificazione energetica, Lizzi (Lega): La proposta Ue penalizza la ristrutturazione

27.10.2020 – 16.45 – “La riqualificazione energetica e sismica del patrimonio immobiliare pubblico dovrebbe avere lo scopo di rafforzare le politiche di decarbonizzazione, di transizione energetica e di sicurezza sismica. La recente iniziativa Renovation Wave della Commissione europea, punta a raddoppiare i tassi di ristrutturazione per ridurre il consumo di energia e risorse negli edifici nei prossimi dieci anni”.
Lo ha affermato l’europarlamentare della Lega Elena Lizzi, nell’intervento al convegno “Le comunità energetiche dei cittadini”, precisando come “la proposta della Commissione europea non metta però nelle condizioni le famiglie e i privati di compiere una ristrutturazione efficiente e duratura nel tempo, a causa delle notevoli lacune tecniche e informative del progetto legislativo, oltre al fatto che viene stimato un fabbisogno aggiuntivo di 275 miliardi di euro di investimenti sugli immobili”.

“La Commissione crede che entro il 2030 possano essere ristrutturati 35 milioni di edifici e creati fino a 160 mila nuovi posti di lavoro nel settore edile. Le due azioni principali della strategia –spiega l’europarlamentare friulana- consistono da un lato nel rafforzare le norme, gli standard e le informazioni sulle prestazioni energetiche degli edifici per fornire al settore pubblico e privato un incentivo più forte a ristrutturare, e dall’altro nell’introduzione graduale di standard minimi obbligatori di prestazione energetica per gli edifici esistenti. Tuttavia, nonostante oltre il 50% del patrimonio edilizio italiano necessiti di adeguamenti dal punto di vista strutturale e sia responsabile del 40% dei consumi energetici totali, è evidente che l’iniziativa europea mostri delle criticità come già segnalato dalle associazioni di categoria”.

“Un’implementazione di interventi di riqualificazione garantirebbe certamente un significativo impatto, non solo in termini di risparmio sui consumi di energia, ma anche di emissioni prodotte, visto che gli edifici residenziali e non, sono responsabili circa del 40% dell’inquinamento atmosferico in Italia, ma –continua Lizzi- al momento non è chiaro quali siano i riferimenti dal punto di vista tecnologico in grado di permettere il rinnovamento energetico ai singoli cittadini”. Lizzi conclude invitando a proseguire nel percorso delle Comunità energetiche a condizione di un utilizzo chiaro e trasparente della comunicazione verso i cittadini.

c.s

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