23.09.2020 – 09.23 – Tre anni fa, tra il 2017 e il 2018, la popolazione del Friuli Venezia Giulia era rimasta addolorata dalla notizia di un’improvvisa moria di api in campagna, morte a milioni. Successive indagini avevano permesso di appurare come in alcuni campi di mais fossero stati utilizzati fitofarmaci a quel tempo legali, ma successivamente vietati dall’Unione Europea; in special modo neonicotinoidi i cui effetti collaterali annoverano proprio la perdita dell’orientamento per le api che si scoprono così impossibilitate a ritornare ai reciproci alveari. Il danno ambientale aveva portato al sequestro di diciassette fondi agricoli e 22 persone indagate per inquinamento ambientale.
La Procura della Repubblica di Udine in questi giorni sta avviando a conclusione questo tragico capitolo della storia ambientale friulana; ha infatti depositato ieri richiesta di archiviazione per i sette fascicoli aperti nella primavera del 2018.
Lo ha annunciato, con una nota, lo stesso Procuratore capo, Antonio De Nicolo.
“Le indagini, fin dall’inizio, sono apparse molto complesse, sia in linea di diritto, avendo come riferimento ipotesi di reato introdotte da poco nell’ordinamento e costruite dal legislatore con una terminologia di non facile decifrazione, sia in punto di fatto, essendo iniziate le investigazioni dopo che le semine erano già state affettuate”, scrive De Nicolo.
Tuttavia, “le indagini hanno acceso un faro sul massiccio uso in agricoltura di sementi conciate con uno specifico fitofarmaco, dannoso non soltanto per le api e per le altre specie animali, ma anche per l’uomo – prosegue la nota del Procuratore – tanto è vero che taluni agricoltori, maneggiando i prodotti e sottovalutando gli avvertimenti riportati nelle rispettive etichette, avevano accusato disturbi e malesseri. La pericolosità di quel fitofarmaco è stata poi certificata dai competenti organismi dell’Unione europea, che con autonoma valutazione dei dati acquisiti, ne hanno successivamente vietato l’uso”.
“Rimangono ferme, ed anzi potranno venire applicate con immediatezza, le sanzioni amministrative dovute per le irregolarità emerse durante l’indagine – conclude la nota della Procura – in particolare quelle connesse con la violazione degli impegni di condizionalità ambientale da parte dei percettori di finanziamenti della Politica agricola comune dell’Unione europea”.


