16.07.2020 – 12.50 – Dopo gli “agghiaccianti” mesi del lockdown, l’export, dopo due mesi di contrazione, registra finalmente una prima ripresa, registrando un 35% su base mensile. Anche l’import segna in realtà dati incoraggianti, per quanto più contenuto (+5,6%), grazie agli acquisti dall’area Ue.
Questi i dati messi in vetrina dall’Istat, che spiega come il netto incremento congiunturale sia dovuto ai forti aumenti delle vendite sia verso i mercati extra Ue (+36,5%) sia verso l’area Ue (+33,7%).
Su base annua però la flessione dell‘export resta profonda, con un -30,4%, ma fortunatamente in evidente attenuazione rispetto ad aprile (-41,5%).
Tutti i principali settori di attività economica contribuiscono alla flessione tendenziale dell’export: tra questi macchinari e apparecchi n.c.a, con un -29,9%, metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-24,4%), articoli sportivi, giochi, preziosi, strumenti musicali e medici e altri prodotti n.c.a. (-57,8%), altri mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-38,9%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-45,7%), articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (-49,0%) e auto (-46,2%).
Aumenta infine il saldo commerciale, che mette a segno +199 milioni di euro (da +5,385 miliardi a maggio 2019 a +5,584 miliardi a maggio 2020). Al netto dei prodotti energetici il saldo è pari a +6,603 miliardi di euro (era +8,777 miliardi a maggio 2019).


