07.05.2020 – 19.23 – Lignano Sabbiadoro si prepara a una stagione balneare della quale non ha alcuna certezza; Grado “libera” i suoi cittadini; oltre Regione, in Veneto, Jesolo pensa di ripartire per il primo giugno, disperando di avere un via libera dal Governo. Continua a salire la tensione tra i Comuni balneari, la cui sopravvivenza è legata a un’economia turistica, e il governo centrale, del quale si lamenta una mancanza di direttive. In assenza d’istruzioni chiare, ogni Comune, anche nello stesso Friuli Venezia Giulia, progetta diversi corsi d’azione: dai braccialetti, ai nuclei di famiglie per ombrellone, ai plexiglass, alle app apposite e così via. Una dispersione di norme e soluzioni che si reggono sull’incertezza amministrativa. Proprio per fare chiarezza sull’argomento si è svolto oggi un incontro tra i sindaci dei Comuni balneari e i rappresentanti istituzionali.
Alla (video)conferenza erano infatti presenti i sindaci di Trieste, Roberto Dipiazza, Lignano, Luca Fanotto, Grado, Dario Raugna, Monfalcone, Anna Cisint, Duino-Aurisina, Daniela Pallotta e Muggia, Laura Marzi. La Regione Friuli Venezia Giulia, la quale appoggia le ragioni delle località balneari, era presente con gli assessori regionali al Demanio Sebastiano Callari, alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini e alla Difesa dell’Ambiente Fabio Scoccimarro. Il vicegovernatore Riccardo Riccardi rappresentava invece la Protezione Civile, mentre in rappresentanza dell’economia c’era Guido Gomiero, direttore di PromoTurismoFVG.
L’assessore al Turismo Bini ha rimproverato al governo di essersi arreso ai “comitati tecnico-scientifici” senza sobbarcarsi l’onere di una scelta “politica”.
Ci si augura egualmente di giungere a un protocollo del Governo “che si spera arrivi entro la settimana”. Le richieste della Regione sono di differenziare le posizioni delle varie Regioni d’Italia e quindi consentire avvii di stagione modulati, a seconda degli indici di contagio Covid-19; tenendo conto di come il litorale presenti diverse forme di spiaggia; dalla sabbia alla roccia (con diverse esigenze di sicurezza).
Un’altra questione peculiare del Friuli Venezia Giulia, evidenziata stavolta dall’assessore Scoccimarro, è la posizione geografica della Regione, incastonata tra Austria e Slovenia. Ci si auspica infatti che entri in vigore una moratoria nei confronti dei paesi meno colpiti, onde evitare che il flusso turistico preferisca, anche per il minor numero di contagi, la vicina Slovenia. Non è chiaro se si possa parlare di un “corridoio” come nel caso della Croazia, ma c’è l’intenzione di supportare un settore turistico tradizionalmente orientato verso i clienti tedeschi.
Sulla difesa dell’ambiente, “Arpa Fvg – ha riferito Scoccimarro – sta facendo e farà uno sforzo ulteriore, in una fase in cui non ci sono ancora riscontri scientifici sulla contagiosità nelle acque nell’ambito della pandemia coronavirus. L’Agenzia è in stretto contatto con Ispra per ogni sviluppo”. Nel frattempo, Arpa intensificherà il monitoraggio aggiungendo anche undici punti di campionamento, con analisi che nei punti più critici sotto il profilo dell’inquinamento generale saranno triplicate o quadruplicate.
Da parte dei sindaci è stato illustrato il lavoro preparatorio in vista dell’avvio della stagione e si sono affacciate varie soluzioni mirate a rendere compatibile il turismo con la situazione sanitaria generale. Per le spiagge libere si ipotizza il distanziamento prefissato attraverso picchetti ed eventualmente l’ingresso contingentato cui potrebbero sovraintendere anche – secondo un progetto della Protezione civile nazionale – volontari civici, cassintegrati o beneficiari di reddito di cittadinanza. Fondamentale inoltre creare ovunque, accanto al distanziamento tra i bagnanti, percorsi sicuri che permettano di intervenire rapidamente in caso di sintomi da coronavirus ed evitare che si determinino le condizioni per focolai.


