01.05.2020 – 16.00 – La Rete triestina 1 maggio ha invitato questa mattina i cittadini del capoluogo giuliano a scendere in strada, come segnalato sui loro social, per “una passeggiata individuale” con appuntamento alle ore 11, “con un cartello o un altro messaggio visibile”. La motivazione della Rete, riprendere possesso dello spazio fisico, “riconoscerci seppur distanziati e rompere l’isolamento del virtuale”. Un’iniziativa, secondo gli organizzatori, creata con l’intento di lasciare una testimonianza in campo San Giacomo in quanto luogo storico di partenza del corteo, con la partecipazione anche di lavoratori e lavoratrici in difficoltà economica durante il periodo di quarantena e interruzione delle attività seguito all’emergenza Covid-19. Le richieste, dall’attenzione ai servizi sociali e sanitari territoriali gratuiti per tutti, a un reddito di quarantena per chi è a casa in difficoltà, fino alla richiesta di investimenti o soluzioni per un reale diritto all’istruzione e alla discussione sulla situazione dei lavoratori dello spettacolo, della cultura e delle organizzazioni contro la violenza come “Non una di meno”.
L’incontro di San Giacomo è stato contrassegnato circa alle 11.30 da un momento di tensione fra manifestanti e forze dell’ordine risoltosi poi, stando alle testimonianze raccolte, in breve tempo, con scambi di accuse su comportamenti definiti come provocatori. Tutto è iniziato sulla scalinata della chiesa, quando un gruppo di manifestanti ha tentato di aprire uno striscione con sopra scritto “Il virus uccide, ma il capitalismo di più”; a quel punto, alcuni agenti presenti sulla scalinata avrebbero imposto con energia la rimozione dello striscione, strappandolo di mano agli intervenuti, cosa che avrebbe provocato le proteste dei dimostranti e il venir meno delle condizioni di distanza di sicurezza con una situazione di assembramento temporaneo: gli agenti presenti, alla richiesta di spiegazioni dei manifestanti, hanno motivato secondo le testimonianze la rimozione dello striscione con l’esposizione delle direttive del Ministero dell’Interno che prevede il posizionamento degli striscioni a terra, proprio per non creare situazioni di allerta o assembramento. Successivamente, l’iniziativa è continuata pacificamente fino a ora di pranzo inoltrata.
Il Sindacato Autonomo di Polizia (SAP) ha voluto comunicare vicinanza ai colleghi e ai lavoratori rispettosi chiarendo che: “I ‘soliti noti’, quelli che ci hanno abituati negli anni a continue provocazioni di questo ed altro tipo, con il loro comportamento oggi a Trieste in Campo San Giacomo hanno soprattutto offeso la stragrande maggioranza dei cittadini e dei lavoratori che hanno rispettato e continuano a rispettare la legge e le regole dettate dall’emergenza Covid-19, che dimostrato di aver capito il momento difficile che stiamo tutti passando”, concludendo con un richiamo al significato del giorno della festa del lavoro, che “dovrebbe essere onorato senza cercare tensioni con le Forze dell’Ordine che desiderano garantire l’ordine pubblico, in questo periodo concentrato principalmente sulla sicurezza sanitaria dei cittadini. Solidarietà e plauso ai colleghi da parte del SAP che in un momento così difficile, hanno dimostrato anche oggi professionalità e nervi saldi sapendo ben contenere il tentativo fallito di contatti e disordini violenti al momento, affidando con maturità in una fase successiva le giuste sanzioni previste dalla legge”.
La Questura di Trieste ha emesso una nota comunicando che, nonostante la presenza di personale delle Forze di Polizia che provvedevano a diffidare i presenti dal porre in essere iniziative anche alla luce delle vigenti normative anti-contagio, alcuni militanti hanno esposto uno striscione con il palese intento appunto di animare una iniziativa con conseguente rischio di assembramento. “In considerazione della inottemperanza alle disposizioni e della resistenza dei manifestanti”, ha commentato la Questura, “le Forze dell’Ordine hanno provveduto a recuperare lo striscione, in ciò vigorosamente ostacolate da altri manifestanti. I protagonisti dei fatti verranno deferiti per il reato di resistenza a pubblico ufficiale e per quanto altro dovesse risultare alla luce dell’analisi della documentazione dalla Polizia Scientifica. A carico degli stessi, verranno anche elevate sanzioni amministrative per la violazione delle norme anti-contagio“. Il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ha infatti sospeso su tutto il territorio nazionale “le manifestazioni organizzate, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato”; la situazione, secondo i partecipanti, non deve distogliere l’attenzione dalla scopo della manifestazione. Sempre nella mattinata, a seguito di segnalazione relativa alla presenza di uno sparuto numero di manifestanti attorno alla Fontana del Nettuno di Piazza della Borsa, personale della Polizia di Stato è intervenuto sanzionando cinque anarchici che ostentavano uno striscione cercando di dare vita ad una iniziativa non preavvisata.
[m.p]


