20.04.2020 – 11.28 – Non se lo aspettavano di certo; del resto, non se lo aspettava nessuno, e se qualcuno ne sapeva di più, non ne ha parlato con chiarezza, lasciando gli altri ciascuno a formulare le proprie ipotesi. Pur senza sottovalutare la serietà dell’allarme che arrivava da oriente e l’epidemia di Covid-19, e avendo già messo in allarme gli operatori del settore a gennaio, la categoria delle guide e accompagnatori turistici, due professioni altamente specialistiche che richiedono abilitazione, è stata in pratica cancellata, travolta nel disastro seguito agli annullamenti di qualsiasi viaggio programmato o vacanza da e per tutto il mondo: da due mesi è tutto fermo, e non c’è neppure una vaga idea di quando le cose potranno iniziare, almeno un minimo, a ripartire. Si parla di almeno un anno, coincidente con una ripresa del turismo attorno al periodo della primavera 2021, ma potrebbe non essere sufficiente.
“Il 2020”, scrivono nella lettera inviata alla stampa, “era nato all’insegna dell’ottimismo perché le previsioni erano buone, visto che il turismo si stava riprendendo sempre più. Questo grazie anche al contributo che i professionisti del turismo come le guide e gli accompagnatori danno alla promozione del vastissimo patrimonio artistico, culturale, archeologico e paesaggistico italiano”. In precedenza, gli operatori turistici e in particolare le guide e gli accompagnatori avevano già dovuto affrontare un’altra crisi, quella provocata dalla concorrenza sleale e dall’abusivismo nella professione, fattasi strada in una situazione di mancanza di chiarezza legislativa in quadro sia nazionale che di libera circolazione europea. “Va di moda”, spiegano, “improvvisarsi guida o accompagnatore pensando che non ci siano leggi da rispettare. Ma queste due professioni sono soggette a leggi dello stato, ed è necessario sostenere un esame abilitativo presso organi istituzionali. Talvolta anche molto difficile da superare, perché sono tante le materie da affrontare: dall’arte alla storia, dall’archeologia alla geografia, dalla legislazione alla museologia per le guide turistiche, dalle leggi doganali alle legislazioni di vari paesi del mondo, dai trasporti agli usi e costumi dei popoli della terra per gli accompagnatori turistici, per citare solo alcune delle materie di studio”. Poi però è arrivata la pandemia, e gli accompagnatori e guide italiane sono ora completamente senza lavoro.
Le partite IVA impegnate nel settore potranno accedere al contributo di 600 euro, che si prevede aumentato ad 800 per i prossimi due mesi; è chiaro però che non è sufficiente, come non lo sarà del resto per gli altri professionisti e lavoratori autonomi di fronte alle spese di ogni giorno e in mancanza di interventi più consistenti da parte dello Stato. “Chiediamo”, scrivono le guide e accompagnatori turistici, “si dia un contributo dignitoso, come hanno fatto gli altri paesi europei, fino alla ripresa del lavoro previsto per marzo 2021. Chiediamo si sospendano i mutui e le rate dei finanziamenti in corso, si sospendano i versamenti dei contributi d’obbligo quali INPS ed altri per tutto il 2020 e le prime rate del 2021. Chiediamo si dia un contributo a tutte le guide turistiche e accompagnatori turistici, inquadrati sotto regimi fiscali diversi, dalle partite IVA, alle cooperative, alle prestazioni occasionali o ritenuta d’acconto; che si dia un aiuto alle famiglie delle guide ed accompagnatori turistici che si ritrovano in condizioni disagiate e/o ricadono sotto la legge 104 per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone diversamente abili”. Le guide e gli accompagnatori di tutta Italia confidano in una ripresa del turismo al più presto, e sono pronte ad adeguarsi alle nuove esigenze causate dalla diffusione del Coronavirus quali necessità di mantenere le adeguate distanze e l’uso di dispositivi di protezione individuali; la richiesta d’aiuto arriva dal settore colpito per primo e in maniera più forte, molte altre sono già seguite e seguiranno.
[r.s.]


