16.12.2019 – 07.30 – Dopo un lungo periodo di chiusura, il Museo della Società Ginnastica Triestina trova una nuova collocazione nella Sala Consiglio della sede sociale: rinnovato, ma fedele a una tradizione che dura dal 1972.
In seguito alla nomina del nuovo Presidente, Massimo Varrecchia, il Museo della Società Ginnastica Triestina è stato trasferito dall’originaria sala, che accusava da tempo gravi problemi, alla nuova destinazione. Il compito di catalogare i reperti, ricollocarli e gestire quale approccio preferire per il nuovo Museo è stato affidato al dott. Zeno Saracino, dal mese di settembre 2019 curatore dell’archivio della Società Ginnastica Triestina.
In quest’occasione si è preferito mantenere quanto più possibile l’originaria collocazione dei pezzi, garantendo un’esposizione fedele all’impianto museale precedente, mediando tra quanto trovato nelle bacheche al momento del trasferimento e il precedente assetto risalente alla visita della Soprintendenza di Trieste del 2013. Il Museo ripercorre – utilizzando quando possibile le didascalie del tempo – la storia della Società Ginnastica Triestina dagli esordi nel 1863 fino agli anni Cinquanta del Novecento. Speciale attenzione è stata posta a mantenere una fedeltà che non fosse solo storica, quanto filologica, nel rispetto di quanto gestito precedentemente dal curatore Luciano Michelazzi.
Il nuovo assetto del Museo è stato inaugurato, con una breve cerimonia, il 26 novembre 2019, con la partecipazione di alcuni dei più venerandi soci della Società Ginnastica Triestina. Il Museo rimane attualmente aperto al pubblico dietro prenotazione via mail, rispettivamente martedì e giovedì dalle 16.00 alle 19.00. Il dott. Zeno Saracino è a disposizione anche in altri orari, dovessero presentarsi gruppi particolarmente numerosi o non fosse possibile fare altrimenti. Come ha puntualizzato nell’occasione dell’inaugurazione, questo non è tanto un punto di arrivo, quanto di partenza per indagare e (ri)scoprire la storia della SGT, con un occhio a proseguire la cronologia storica nel secondo dopoguerra.
Correva l’anno 1863 quando un gruppo di triestini decise di fondare un’associazione ginnica, volta a riunire la gioventù triestina appassionata di sport. Difficilmente i membri quel sodalizio avrebbero mai immaginato come, a distanza di centocinquantasei anni, quell’identica società sarebbe sopravvissuta intatta, divenendo la seconda associazione sportiva centenaria più antica d’Italia. Un pezzo di storia: non solo dello sport, quanto di Trieste, dell’Italia e – perchè no? – dell’Europa.
Le vicissitudini della Società Ginnastica Triestina riflettono quelle di Trieste, ne sono specchio peculiare: dagli anni tormentati sotto l’Austria, quando si vengono a definire le fondamenta della SGT, al trauma della Prima Guerra Mondiale, all’affermazione decisiva negli anni Venti, con la partecipazione di Gabriele D’Annunzio, passando alla Seconda Guerra Mondiale, alle vittorie – sofferte – durante l’occupazione degli Alleati, alla gloriosa rinascita negli anni Cinquanta con la vittoria della schermitrice Irene Camber alle Olimpiadi di Helsinki (1954). Il microcosmo della Ginnastica Triestina riflette così il macrocosmo storico e sociale di un secolo e mezzo di storia triestina e italiana.
Quando la Società Ginnastica Triestina si riformò nel 1868, dopo uno iato di cinque anni imposto dalla chiusura dell’Austria, s’impose la necessità di una sede; e possiamo qui rintracciare, nella costruzione del bel castelletto tutt’ora sede dell’associazione, le origini del Museo. A partire dal 1871, la SGT ebbe un luogo suo proprio; da considerare “rifugio” e “casa” e dove cominciare ad archiviare i tanti premi che già all’epoca vinceva nella Mitteleuropa e in Italia. Lo storico Mario Presel, ricordando i successi della SGT nell’opera “Cinquant’anni di Vita Ginnastica a Trieste: 1863-1913“, osservava già allora la necessità di preservare, catalogare ed esporre la ricca storia dell’associazione con particolare riferimento ai suoi tanti diplomi (e trofei).
Un durissimo colpo per l’eredità storica della SGT giunse tuttavia già due anni dopo, quando, il 24 maggio 1915, l’edificio e tutto ciò che conteneva vennero dati alle fiamme. Bruciava non solo la biblioteca, quanto i diplomi, le lettere, i verbali… Poco sopravvisse al di fuori del medagliere – successivamente donato all’Italia – la bandiera sociale del 1868 e il quadro di Lorenzo Gatteri.
Il fuoco tempra il ferro, lo trasforma in acciaio; e non deve allora sorprendere che alla tragedia del 1915 seguirono, tra il 1919 e il 1922, gli anni migliori della SGT, con l’XI Concorso Ginnastico Nazionale. Le collezioni sopravvissute vennero accatastate senza ordine, ma quantomeno sopravvissero i cambi di regime e la Seconda Guerra Mondiale. Fu appena negli anni Cinquanta che i soci iniziarono a valutare una compiuta “sistematizzazione” del patrimonio museale. Il compito ricadde sulle spalle dei coniugi Viatori che presentarono, già nel 1953, nell’occasione del novantesimo anniversario, una mostra storica della SGT. Un primo antipasto a quella che fu la storica – ed eccezionale – mostra del 1963, nell’occasione del centenario. Gli ex locali di Via Rustia (Viale XX Settembre) divennero un viaggio indietro nel tempo alle radici della Società Ginnastica Triestina. Quando la mostra ebbene fine tutto il materiale trovò nuovamente collocazione in una serie di scantinati con inevitabile disordine… fino a quando, nell’anniversario dei cinquant’anni della Redenzione di Trieste all’Italia, nel 1968, venne inaugurato il terzo braccio della sede sociale. Il Museo finalmente nasceva in una sede stabile dove i tanti reperti collezionati nei secoli trovavano adeguata collocazione (e sicurezza). Il 24 maggio 1972 il Museo storico veniva ufficialmente inaugurato.
Le foto della Gallery, nell’occasione dell’inaugurazione a novembre, sono di Roberto Srelz.











