01.12.2019 – 15.07 – La farina è stata assieme a noi fin da quando l’uomo ha abbandonato la vita nomade per stanziarsi nei primi villaggi: con il pane, dall’Egitto attraverso la Grecia è arrivata fino a Roma e al cuore dell’Italia, ed è soprattutto nel cuore di Moras. Prima di essere un negozio e un rivenditore di farine, Molino Moras, che porta a Trieste i suoi prodotti con la farinoteca di Via Felice Venezian 13, è infatti un mulino artigianale a Trivignano Udinese, a poca distanza da Palmanova. Una realtà fatta di prodotti del territorio, con una tradizione di 110 anni e più di sei generazioni di mugnai, quelli della famiglia Moras, che gestiscono il mulino e le attività collegate a esso ancora oggi. L’azienda ha oggi circa 25 dipendenti tra produzione, uffici e negozi, e si sta ingrandendo; alla produzione, affianca una rete commerciale, anch’essa in espansione.
Il prodotto principale Moras è quello per panifici e panetterie, il classico sacco da 25 chili; da 15 anni, a fianco del mulino di Trevignano Udinese, è stato aperto il primo negozio per il consumatore casalingo, e quasi otto anni fa è stato aperto il punto vendita di Trieste.
L’azienda organizza incontri, corsi ed eventi di assaggio e degustazione, come quello appena proposto a Trieste ieri, 30 novembre 2019: nei punti vendita ci sono infatti anche prodotti pronti, fatti sempre con le farine prodotte dal Molino Moras da panettieri e panifici, sia in Friuli Venezia Giulia che fuori regione, che collaborano con l’azienda per far conoscere al pubblico la qualità e varietà ottenibile. La macinazione del grano tenero è tutta di Moras: una macinazione artigianale, a cilindri, e una macinazione a pietra, per volumi inferiori, dedicata espressamente al Flor di Lune integrale.
Il progetto Flor di Lune è nato sette anni fa da un’idea di Nicoletta Moras, titolare dell’azienda, che ha voluto fortemente realizzare un processo che permettesse di riprendere a fare il pane come una volta con il grano coltivato in Friuli Venezia Giulia. A seguito della conformazione del terreno e della tipologia di clima, nella regione non è possibile infatti ottenere grani adatti alle lievitazioni alle quali i panettieri oggi sono abituati. Così come, un tempo, però, nonne e panettieri riuscivano a fare tutto comunque, anche con le farine a disposizione in casa senza far arrivare niente da fuori, la stessa cosa si deve poter fare oggi, e questo è proprio lo spirito del progetto di Moras. Una maniera anche per ridare nuovamente dignità all’agricoltore, parte iniziale della catena che porta al
pane sulle nostre tavole e ai dolci. L’azienda ha quindi realizzato strumenti di formazione interna continua, e poi, come secondo passo, scuola con gli agricoltori e gli agronomi, continuando studi e ricerche per alcuni anni e trovando un modo per ripulire le terre, ormai saturate ed esaurite da altre coltivazioni come quella intensiva del mais senza la rotazione prassi di un tempo. Trovata e curata la terra è stata poi la volta della tecnologia, per poter permettere al panificio di utilizzare nel modo migliore le farine friulane in purezza.
Moras, che fra le altre peculiarità è una realtà in buona parte al femminile, ha attività di produzione in Friuli Venezia Giulia ma raggiunge, con la sua linea a uso casalingo, tutta l’Italia con la recente creazione di uno shop Online. La presenza su Internet ha ora affiancato la rete di contatti già sviluppatasi grazie alle referenze e alle raccomandazioni degli appassionati del pane, delle scuole alberghiere e di chi aveva già avuto modo di conoscere Moras e di raccomandare il suo prodotto. Il passo di aprirsi a Internet, che non era stato fatto prima in quanto l’azienda crede molto nel rapporto molto diretto con il cliente, è diventato oggi possibile anche dopo la trasformazione della rete in strumento di socializzazione e supporto al contatto: la conferma della validità della scommessa fatta dall’azienda, una clientela nutrita, informata e che spazia su tutte le fasce d’età compresi i giovanissimi e le scuole. E la farina di Moras piace anche ai turisti di passaggio, che non mancano di fare una sosta da Unsaccomoras in via Venezian e di portarsi via un ricordo da trasformare in pane o pietanza alla prima buona occasione. Una farina del Friuli Venezia Giulia, quindi, senz’altro da conoscere e da provare, e prodotti sicuramente da assaggiare e da portare sulle nostre tavole.
[r.s.]


