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lunedì, 8 Agosto 2022

Questura di Trieste: “Anno difficile ma i risultati sono arrivati”

28.12.2020 – 11.30 – È tempo di bilanci di fine anno anche per la Questura di Trieste che, nonostante un 2020 particolarmente difficile, causato dalla pandemia, non ha mai smesso di operare in totale sicurezza dei suoi agenti e dei cittadini che essa rappresenta e tutela. Quest’annata passerà sicuramente alla storia come una delle più difficili di sempre, per la Polizia di Stato: 10mila sono stati i controlli effettuati durante il primo periodo di lockdown. Si è registrato un aumento per quanto riguarda i comportamenti violenti, tra cui risse e molestie, legate al consumo di bevande alcoliche. Cinque i provvedimenti di sospensione dell’attività dei pubblici esercizi, emanati dal Questore per motivi di ordine e sicurezza pubblica durante il 2020.

Questo che si sta chiudendo, è stato anche l’anno del primo anniversario dei caduti del 4 ottobre 2019, Matteo Demenego e Pierluigi Rotta: i due agenti sono stati ricordati durante le cerimonie che si sono svolte il 2 ottobre, alla presenza del Capo della Polizia Gabrielli. Una cerimonia che ha compreso lo scoprimento della targa in loro ricordo e l’intitolazione della strada antistante l’ingresso della Questura. In questi 365 giorni, abbiamo assistito ad un importante incremento nel flusso di migranti giunti sul territorio dopo aver seguito la rotta Balcanica: si registrano 4400 migranti irregolari individuati dalla Polizia di Frontiera nell’attività di retro-valico, di cui, circa 900, si sono presentati in Questura spontaneamente per richiedere la protezione internazionale.

Da sottolineare infine, l’attività di monitoraggio da parte della DIGOS che quest’anno ha lavorato duramente per garantire la sicurezza durante l’incontro tra il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente Sloveno Borut Pahor nella giornata del 13 luglio, e la kermesse di ESOF 2020 che ha portato a Trieste anche il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Ancora da segnalare, il forte lavoro della Polizia di Stato per contrastare la violenza di genere, fenomeno che soprattutto durante il lockdown ha registrato numeri altissimi in tutta Italia. Anche con strumenti di informazione e sensibilizzazione come nel caso di ‘Questo non è amore’, camper itinerante che, in periodo pre-pandemico, era divenuto punto di ascolto ed informativo mobile con donne e uomini della Questura impegnati nelle principali piazze delle città, in interventi dedicati ed incontri con la cittadinanza.

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