01.12.2019 – 11.00 – Si è tolto la vita Francesco Mazzega, il reo-confesso dell’omicidio della fidanzata 21enne, Nadia Orlando. Il suicidio è avvenuto nella tarda serata di venerdì, dopo la conferma della condanna a 30 anni e 3 mesi pronunciata in Corte d’Appello d’Assise che ha rigettato la richiesta della difesa di commutare la pena da omicidio volontario a involontario. Dopo la sentenza, gli avvocati difensori avevano annunciato il ricorso in Cassazione. A confermare la notizia i Carabinieri; il 37enne originario di Spilimbergo, si sarebbe impiccato nel giardino di casa, inutili i tentativi di rianimazione da parte dei sanitari. Il giudice aveva ritenuto più sicuro, al momento, disporre la detenzione del reo agli arresti domiciliari anziché in carcere, proprio perché convinto che l’imputato avrebbe tentato un gesto disperato. Nei prossimi giorni la Corte si sarebbe riunita per valutare la richiesta di inasprimento della misura cautelare, per la revoca degli arresti domiciliari, in favore della detenzione carceraria.
L’uomo esanime, è stato rinvenuto dai parenti che hanno subito dato l’allarme e richiesto l’intervento dell’ambulanza, ma nonostante i tentativi, dopo 40 minuti è stato dichiarato il decesso. “Non merito il perdono. Ho paura anche a chiederlo, vista la gravità di quanto fatto“ avrebbe dichiarato l’imputato in aula, prima che la giuria della Corte d’Assise si ritirasse per la decisione del verdetto. Sensi di colpa o un modo per sfuggire al carcere? difficile da dirsi, probabilmente una domanda che rimarrà senza risposta; di certo resta che Mazzega, quella sera del 31 luglio di due anni fa, ha posto fine alla vita della giovane fidanzata, per poi vagare senza meta con il corpo della ragazza sul sedile del passeggero, prima di decidere di autodenunciarsi e consegnarsi alla Stradale di Palmanova. L’omicidio era avvenuto in seguito ad una lite tra i due, lui non voleva rassegnarsi alla fine della loro rapporto e in raputs, le aveva stretto le mani al collo, fino ad ucciderla.
Il legale della famiglia Orlando, dopo il processo aveva rilasciato un commento sulle parole pronunciate dal reo-confesso durante il processo: “Dichiarazioni abbastanza generiche, frasi di circostanza ancora del tutto insufficienti perché non spiegano i fatti”. Di certo non era questa la giustizia che stavano cercando i famigliari di Nadia, né la sentenza, né la morte di Mazzega potrà mai restituire loro la figlia.


