28.10.2019 – 12.26 – Correva l’anno 1920 quando il Narodni Dom arse tra le fiamme appiccate dallo squadrismo fascista. A cent’anni da quell’atto di ferocia, l’edificio potrebbe forse tornare alla comunità slovena triestina: la data, infatti, è un generico “marzo 2020“. Attualmente il bell’edificio plurifunzionale di Max Fabiani ospita da decenni la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori.
Lo scorso giovedì, il 24 ottobre 2019, si è svolto a questo proposito un incontro a Roma, dove l’argomento è tornato alla ribalta. L’occasione era il Tavolo istituzionale permanente per la minoranza slovena. Erano presenti i presidenti di SKGZ e SSO, Ksenija Dobrila e Walter Bandelj, accanto al sottosegretario Achille Variati, all’assessore regionale Pierpaolo Roberti e ai rappresentanti del Comune di Trieste e dell’Università.
L’esito è stato positivo: tutte le parti in causa vogliono restituire il Narodni Dom alla comunità triestina. Non sono però stati risolte alcune problematiche serie, a partire dalla nuova sede per la Scuola Interpreti e il costo stesso dell’operazione, certo non indifferente per un palazzo così prezioso. Il sottosegretario Variani, secondo quanto riportato da CapodistriaRtvslo, creerà a questo proposito un tavolo di lavoro a Trieste con il prefetto Valenti per escogitare una possibile soluzione.
La (ottimistica) scadenza? Marzo 2020.


