No Tav, presidio in centro per essere vicini a chi protesta in Val Susa

CRONACA Una trentina di manifestanti ieri in via delle Torri e sotto i Portici di Chiozza: domani alle 19 in programma un evento alla Casa del Popolo di Sottolongera

Anche il Comitato No Tav Trieste – Carso ha aderito all’appello in solidarietà del movimento della Val Susa, in quella che è stata proclamata dagli attivisti piemontesi la “settimana di lotta popolare No Tav”. 

Mentre in Piemonte si procedeva alla formalizzazione dell’occupazione temporanea dei campi che serviranno per scavare il tunnel esplorativo per la nuova tratta della Tav, in città il Comitato si ritrovava infatti in centro per un presidio a sostegno dei contadini espropriati della Val Susa.

Una trentina di persone si sono ritrovate in via delle Torri, sfidando la pioggia, per sensibilizzare i triestini sui riflessi che l’avvio dei lavori della tratta Torino – Lione, avrà anche sul destino della linea ad alta velocità che si dovrebbe costruire tra Trieste e la Slovenia.

L’iniziativa si è poi spostata ai Portici di Chiozza, per un volantinaggio tra la gente, sempre sotto l’occhio vigile di agenti in borghese.

«Siamo qui in solidarietà ai No Tav della Val Susa, – ha detto Federico Denitto, attivista del Comitato – perché la loro battaglia è giusta e sacrosanta, non solo per la difesa del territorio della Valle ma anche perché la Tav è un’opera che riguarda tutti. I soldi utilizzati per il progetto – ha concluso – sono soldi pubblici, quindi di tutti noi, sottratti all’ammodernamento delle linee esistenti e ai servizi per i pendolari, ed in generale ai servizi per i cittadini»

«Se iniziano i lavori in Val Susa, – ha detto un altro manifestante, Peter Behrens – ci saranno sicuramente molte pressioni per la prosecuzione della linea anche nella tratta tra Venezia a Trieste e quello che ci preoccupa è che qui si parla di 30 e più chilometri di gallerie che dovrebbero essere scavate in territorio carsico, con rischi idrogeologici incalcolabili».

«I No Tav della Val Susa – ha proseguito Behrens – si battono da 20 anni per fermare la costruzione della linea ad alta velocità, mentre qui il movimento è relativamente giovane. A Trieste, la popolazione, non essendo pressata dal rischio che si cominci a scavare domani, è un po’ meno sensibile e un po’ meno disposta a partecipare alle iniziative del Comitato, anche se, fortunatamente, l’interesse sta crescendo».

La “settimana di lotta popolare No Tav” proseguirà a Trieste venerdì 13 aprile alla Casa del Popolo di Sottolongera dove, dalle 19, è stata organizzata una cena. La serata proseguirà poi con la proiezione di un video e un concerto, il cui ricavato servirà per finanziare il sostegno legale ai No Tav arrestati e denunciati in Val Susa.  

Ilaria Bagaccin 

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