30.09.2019 – 9.00 – Venerdì 27 settembre, Giancarlo Carena, presidente di CNA Trieste, lancia in conferenza ad AcegasApsAmga e alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia un appello, riportando il disagio che oltre 500 associati hanno espresso nei mesi scorsi a causa delle bollette dell’acqua esorbitanti, al punto da mettere in discussione la continuità dell’attività imprenditoriale. Uno scenario che è l’effetto della delibera n. 665 del 2017 con cui l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha messo ordine nel sistema idrico e introdotto una nuova tariffazione della fornitura dell’acqua, la cui applicazione doveva partire il 1° gennaio 2018 ed entrare a regime entro la stessa data del 2022.
“A fare acqua – commenta Carena – è stata la scelta del gestore locale, AcegasApsAmga, di applicare in maniera retroattiva le nuove tariffe, ricalcolando gli arretrati in base ai nuovi criteri ed emettendo dei conguagli imprevisti e insostenibili; va inoltre evidenziato che tra i vari gestori regionali AcegasApsAmga ad oggi è il primo ed unico ad aver applicato gli aumenti previsti dalla normativa”. Alla luce di tutto ciò CNA chiede al gestore di azzerare gli aumenti del 2018, per evitare la già paventata chiusura di alcuni esercizi pubblici e le inevitabili ripercussioni sui lavoratori, mentre invita la Giunta Regionale, in ottemperanza alla Legge n.5 del 15 aprile 2016, a nominare quanto prima il ‘Comitato utenti del servizio idrico e dei rifiuti’, previsto proprio per curare gli interessi degli utenti e fornire loro informazioni, uno strumento che probabilmente avrebbe potuto prevenire la situazione di disagio attuale. Sempre alla Regione chiede di coordinarsi con il gestore per rimodulare gli attuali tariffari: il ricalcolo impatta, infatti, in maniera significativa su alcune tipologie di utenti, producendo delle distorsioni che dovrebbero essere corrette.
Infine, Carena suggerisce un metodo di risoluzione della problematica atto all’innovazione, per trasformare un problema in un’opportunità, volgendo ad esso lo sguardo come un’occasione per procedere ad una modernizzazione della città nella direzione delle smart city: occorre connettersi con le politiche del governo che enfatizzano la green economy e destinare specifiche risorse regionali all’innovazione, in modo da poter contribuire agli investimenti che i singoli imprenditori saranno chiamati a fare.


