13.08.2019 – 12.00 – “Ho sempre fatto una distinzione netta tra le immagini trovate e quelle costruite. Ho sempre considerato di appartenere al versante dei fotografi che le immagini le trovano, quelle che raccontano e ti raccontano, come in uno specchio. Persino le fotografie di moda le ho sempre trovate nell’azzardo degli incontri con il mondo.” – Racconta il celebre e noto fotografo Ferdinando Scianna, figura di riferimento della fotografia contemporanea ed internazionale, le cui opere saranno esposte in un’antologica a lui dedicata dal 31 agosto 2019 al 2 febbraio 2020, alla Casa dei Tre Oci di Venezia. La mostra, curata da Denis Curti, Paola Bergna e Alberto Bianda, art director, organizzata da Civita Mostre e Musei e Civita Tre Venezie e promossa da Fondazione di Venezia, ha l’obiettivo di ripercorrere oltre 50 anni di carriera del fotografo siciliano, attraverso 180 opere in bianco e nero, suddivise in tre grandi temi: Viaggio, Racconto e Memoria. Inoltre, per l’occasione saranno anche esposte una serie di immagini di moda che lo stesso Scianna realizzò a Venezia come testimonianza del suo forte legame con la città.
“Dopo la mostra del 2016 sui 500 anni del Ghetto ebraico di Venezia – afferma Emanuela Bassetti, presidente di Civita Tre Venezie – Ferdinando Scianna torna alla Casa dei Tre Oci, con l’antologica che ne ripercorre mezzo secolo di carriera.
L’iniziativa è la nuova tappa di un progetto nato dalla collaborazione tra Civita Tre Venezie e Civita Mostre e Musei, frutto di un pensiero condiviso che ha come obiettivo l’analisi dei linguaggi artistici della contemporaneità, in particolare quello della fotografia e dei suoi più importanti esponenti”.
“L’esposizione – prosegue Emanuela Bassetti – è anche un modo per consolidare il forte legame esistente tra Ferdinando Scianna e Venezia, testimoniato dalla serie di immagini di moda che il fotografo siciliano ha scattato tra le calli e i campi della città”
Iniziato ad appassionarsi alla fotografia nel corso degli anni sessanta, raccontando per immagini la cultura e le tradizioni della sua regione d’origine, la Sicilia, Ferdinando Scianna attraversa nel corso del suo percorso artistico diverse fasi, affrontando diverse tematiche, dall’attualità, alla guerra, al viaggio, fino alla religiosità popolare, in una continua e costante ricerca di una forma nel caos della vita a fare da filo conduttore.
Dotato di grande autoironia, Scianna ha scelto un testo di Giorgio Manganelli per sintetizzare questa sua mostra: “Una antologia è una legittima strage, una carneficina vista con favore dalle autorità civili e religiose. Una pulita operazione di sbranare i libri che vanno per il mondo sotto il nome dell’autore per ricavarne uno stufato, un timballo, uno spezzatino…”.
“Come fotografo – ha affermato poi lo stesso Scianna, parlando del suo lavoro – mi considero un reporter. Come reporter il mio riferimento fondamentale è quello del mio maestro per eccellenza, Henri Cartier-Bresson, per il quale il fotografo deve ambire ad essere un testimone invisibile, che mai interviene per modificare il mondo e gli istanti che della realtà legge e interpreta.”
Per approfondire i contenuti dell’esposizione, Casa dei Tre Oci ha predisposto un articolato progetto didattico rivolto sia alle scuole che ai gruppi di adulti e famiglie, con visite/esplorazione e laboratori su prenotazione, un ciclo d’incontri in mostra e una serie di visite guidate con i curatori.
Ai visitatori sarà fornita un’audioguida (in italiano e in inglese), attraverso la quale sarà lo stesso Scianna a raccontare in prima persona il suo modo di intendere la fotografia e non solo. Un vero e proprio racconto parallelo, per conoscere da vicino il suo percorso umano e di fotografo.
Nella Sala video di Casa dei Tre Oci verranno inoltre proiettati tre film-documentari dedicati alla sua vita professionale.
Accompagnerà la mostra un catalogo Marsilio Editori.









