Caro-acqua retroattivo, Confindustria: “Applicato un principio discutibile”

16.07.2019 – 16.40 – Bollette dell’acqua più salate. “L’obiettivo dichiarato dal provvedimento di ARERA era riordinare e uniformare a livello nazionale le categorie di utenza, rendere più chiaro e immediato il calcolo di quanto dovuto al gestore a fronte del servizio e raccogliere fondi per l’adeguamento della rete idrica nazionale. Quello che rileviamo, però”, così Confindustria Venezia Giulia, “è l’applicazione di un principio, quello di retroattività, discutibile. Genera un’immediata stangata imprevista e può anche mettere in temporanea difficoltà le aziende, in un periodo caratterizzato ancora da chiaroscuri sull’andamento economico”. È la dichiarazione che arriva dall’associazione degli industriali in merito al conguaglio che sia le aziende che le famiglie italiane stanno ricevendo, frutto di un adeguamento con conseguente rincaro delle tariffe idriche che ha effetto retroattivo al 1 gennaio 2018.

L’Autorità di Regolazione per l’Energia Reti e Ambiente, ARERA, organismo indipendente, ha infatti introdotto una normativa a livello nazionale sull’articolazione tariffaria del servizio idrico integrato a decorrere proprio dal 1 gennaio 2018; normativa cui le consulte d’ambito locali – enti in cui siedono i comuni del territorio; per la zona di Trieste è l’Autorità Unica per i Servizi Idrici e Rifiuti AUSIR – sono tenute ad applicare, adeguando le tariffe del servizio idrico che comprendono acquedotto, fognatura e depurazione. Il provvedimento dell’Autorità impone il superamento delle differenze applicate a livello locale attraverso la completa ristrutturazione dei corrispettivi tariffari ed una nuova classificazione delle utenze, per superare le differenze prima esistenti. In questo modo, su tutta l’Italia varranno le medesime regole. Le utenze che con il precedente metodo tariffario erano classificate come “usi diversi”, ora sono state riallocate fra “artigianale-commerciale”, “industriale”, “uso pubblico disalimentabile” e “uso pubblico non disalimentabile”. Le multi-utility che gestiscono il servizio idrico in ogni area hanno dovuto seguire la normativa mettendo in pratica gli adeguamenti.

“Come Confindustria Venezia Giulia abbiamo già sollecitato un’azione di Confindustria nazionale, che a sua volta è già intervenuta presso la Direzione Sistemi Idrici di ARERA, affinché l’applicazione delle nuove tariffe non venga ad impattare in maniera considerevole sulle attività produttive, e che nel successivo periodo regolatorio non venga più applicata la retroattività. Al momento abbiamo ricevuto poche segnalazioni, ma abbiamo già aperto un filo diretto con AcegasApsAmga per la risoluzione di eventuali casi specifici”.

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