9 maggio 2026 – ore 15:00 – Il Partito laburista di Keir Starmer ha subito una storica sconfitta alle elezioni territoriali britanniche del 7 maggio 2026, perdendo oltre 1.300 seggi su più di 5.000 in gioco in complessivamente 136 Consigli locali. Il Labour ha perso inoltre il controllo che deteneva su una decina di Consigli locali, inclusi alcuni feudi storici, tra cui il Consiglio municipale di Tameside, per la prima volta in cinquant’anni, nonché del governo territoriale del Galles per la prima volta dopo 27 anni; mentre la sconfitta laburista in Scozia è più che altro una conferma dello Scottish national party (Snp; Partito nazionale scozzese) come primo partito. Nemmeno i conservatori tradizionali, Tories, hanno fatto benissimo: è invece Reform Uk dell’attivista pro Brexit e alleato di Donald Trump, Nigel Farage, ad attestarsi come il vero vincitore della tornata.
Partendo quasi da zero, Farage ha ottenuto oltre 1.400 seggi su più di 5.000 in gioco, nei complessivi 136 Consigli locali. Reform Uk inoltre probabilmente diventerà la principale forza di opposizione sia in Scozia, dove domina appunto il Partito nazionale scozzese, sia in Galles, dove ha vinto Plaid Cymru (sostanzialmente, il Partito nazionale gallese). Alla luce di questi risultati, diversi esponenti laburisti hanno chiesto le dimissioni del primo ministro britannico Keir Starmer o quantomeno un’indicazione temporale per un cambio nella leadership del Partito laburista: ma Starmer ieri al contrario ha promesso di rimanere in carica, per “consegnare dei cambiamenti”, in particolare nell’arginare il caro vita. Due anni fa Starmer aveva vinto un’elezione nazionale schiacciante: l’attuale sua sconfitta rappresenta uno dei crolli di consenso più rapidi nella politica inglese recente.
Articolo di Lilli Goriup


