1 maggio 2026 – ore 11:30 – 189 chili di rifiuti da imballaggio, gettati nell’immondizia da ogni singolo cittadino europeo nell’arco di un solo anno: in totale, si tratta di 84,3 milioni di tonnellate prodotte in UE nel 2021. Una cifra talmente vertiginosa che risulta difficile da visualizzare. L’aumento della produzione di questa tipologia di rifiuti si attesta al +20% rispetto al decennio precedente: da qui la necessità dell’Unione Europea di predisporre un nuovo regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio, noto come PPWR. Il Packaging and Packaging Waste Regulation (2025/40), pubblicato il 22 gennaio 2025 in Gazzetta Ufficiale, è entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e verrà applicato dal 12 agosto 2026. Il provvedimento risulterà valido direttamente in tutti gli Stati membri, senza che sia necessario adottare misure di recepimento nazionale.
Nel dettaglio, l’impianto normativo sostituisce la precedente direttiva Packaging del 1994, introducendo obiettivi vincolanti di riduzione dei rifiuti pro-capite rispetto al 2018: -5% entro il 2030, -10% entro il 2035 e -15% entro il 2040. Parallelamente agli obiettivi legati alla riduzione dei rifiuti, il testo fissa diversi criteri riguardanti la riciclabilità degli imballaggi, la necessità di impiegare più materiali riciclati e di utilizzare meno materie prime vergini. La novità più rilevante riguarda la progettazione stessa degli imballaggi, che rappresenta il vero punto di svolta della normativa. Questi dovranno infatti adeguarsi a standard armonizzati di riciclabilità, pesare di meno e garantire la separabilità delle componenti per facilitarne il riciclo. Il regolamento introduce inoltre percentuali minime obbligatorie di plastica riciclata post-consumo e limita l’uso di sostanze considerate critiche, come i Pfas, che dal 2026 non potranno superare determinate soglie negli imballaggi immessi sul mercato. Cambiano anche i modelli di consumo: vengono progressivamente eliminati alcuni imballaggi monouso, come monoporzioni e confezioni di piccole dimensioni, mentre si incentivano sistemi di ricarica e refill e si riduce lo spazio vuoto nei pacchi, specialmente nell’ambito dell’e-commerce. A completare il quadro, un sistema di etichettatura uniforme renderà più trasparente la composizione degli imballaggi e illustrerà più chiaramente le modalità di smaltimento e riciclo. La misura punta dunque a scoraggiare pratiche di greenwashing, sostituendo diciture generiche con informazioni chiare, verificabili e uniformi su tutto il territorio europeo.
L’applicazione del PPWR sarà graduale ma stringente. Dal 12 agosto 2026 entreranno in vigore gli obblighi di base, ovvero quelli che riguardano ad esempio tracciabilità, etichettatura e valutazione della riciclabilità. Entro il 2030, tutti gli imballaggi dovranno essere riciclabili in modo economicamente sostenibile: nella fase successiva, l’attenzione si sposterà su riuso e riduzione strutturale dei rifiuti fino al 2040, fissata al -15% rispetto al 2018. La trasformazione, partendo dalla progettazione degli imballaggi, sembra destinata a ridisegnare l’intero modello europeo di produzione e consumo.
Articolo di Benedetta Marchetti


