1 maggio 2026 – ore 08:30 – L’inizio del quinto mese dell’anno risveglia tradizioni secolari legate al fiorire della bella stagione: la Majenca è una di queste. Il suo nome fa riferimento al “maj”, l’ “albero di maggio” che verosimilmente affonda le sue radici negli antichi riti pagani: ogni primavera, l’innalzamento del maj torna a segnare il passaggio delle stagioni in diverse aree alpine e mitteleuropee, tra cui figurano alcune località del Friuli Venezia Giulia, dalle montagne al Carso. Dietro all’alto tronco d’abete decorato vi è molto più di un rito folkloristico: vi è un’idea di rinascita, di natura che fiorisce, di campi che tornano a dare frutto e di giovani che si affacciano alla vita. Ma vi è anche un forte senso di comunità, poiché per sollevare il maj serve la forza di molti. Proprio in questo gesto collettivo si riflette il senso più profondo della festa: il paese si riconosce in ciò che viene costruito grazie al contributo di ciascuno. Tra le località in cui il rito è ancora particolarmente sentito figurano Malborghetto-Valbruna, Coccau, Camporosso, Resia, alcuni paesi della Valcanale, diversi borghi del Carso triestino e la zona slovena del Breg.
A San Dorligo della Valle/Dolina, dove la cultura slovena è radicata nel paesaggio e nella memoria, questa tradizione continua a essere un punto fermo del calendario e dell’identità locale. Nel 2026, la Majenca tornerà da venerdì 8 a martedì 12 maggio, riempiendo Dolina di suoni, profumi e antiche usanze. A dare ufficialmente il via alle celebrazioni è il solenne innalzamento del maj in piazza, momento in cui il paese si ferma e osserva il tronco ergersi tra le case. Intorno a questo perno simbolico ruota tutto il resto: musica tradizionale, balli che coinvolgono generazioni diverse, mostre che raccontano il territorio e serate che si allungano tra stand gastronomici e assaggi di vino del Carso.
Il fascino della Majenca risiede nel luogo stesso in cui nasce e si rinnova ogni anno: San Dorligo della Valle/Dolina è un punto d’incontro tra identità culturali e idiomi diversi, dove italiano e sloveno si intrecciano nella vita quotidiana, nei cartelli, nelle voci, nei gesti. La Majenca, occasione di socialità e condivisione, riflette proprio questa doppia anima. E dopo intense giornate di balli, degustazioni ed eventi culturali, i festeggiamenti culminano con l’abbattimento del maj: il tronco che aveva dominato la piazza viene riportato a terra, chiudendo simbolicamente il rito con una cerimonia solenne.
Articolo di Benedetta Marchetti


