29 maggio 2026 – ore 10:00 – È stato accertato a Trieste il primo decesso riconducibile all’abuso di Fentanyl. A riferirlo è il quotidiano Il Piccolo, che riporta il caso di un uomo italiano di circa quarant’anni morto nella propria abitazione. Secondo quanto riferito al giornale dal direttore della Medicina legale di Asugi, Stefano D’Errico, il decesso è stato concausato dall’assunzione di Fentanyl in associazione con benzodiazepine e barbiturici. Si tratta del terzo caso registrato in Friuli Venezia Giulia: nel 2025 erano già stati accertati un decesso in provincia di Gorizia e uno in provincia di Udine, entrambi legati alla presenza della sostanza. Tutte le vittime avevano meno di 50 anni. Il caso emerge dai dati del Registro regionale delle morti cardiache improvvise tra gli under 50, che dal 2021 a oggi ha raccolto 173 casi. Su 160 persone sottoposte anche ad accertamenti tossicologici, nel 31% dei casi è stata riscontrata la presenza di sostanze stupefacenti, farmaci o alcol con un ruolo significativo nel determinare la morte.
Tra i 55 casi risultati positivi agli esami tossicologici, il 62% presentava tracce di metadone, il 41% di cocaina e il 32% di eroina. Secondo gli specialisti, l’assunzione contemporanea di più sostanze e farmaci rappresenta frequentemente un fattore determinante nell’esito fatale. Come ricorda Il Piccolo, la presenza del Fentanyl sul territorio era già emersa negli anni scorsi attraverso le analisi effettuate sui pazienti seguiti dai servizi per le dipendenze. Il farmaco, utilizzato nella terapia del dolore, è un oppioide sintetico con una potenza fino a cento volte superiore a quella della morfina e negli Stati Uniti è al centro di una grave emergenza sanitaria legata all’abuso di oppioidi.
Articolo di Francesco Viviani


