Flores de Mayo, tre giorni per vivere Trieste a passo di tango

8 maggio 2026 – ore 08:30 – Il tango si balla in due, ma Flores de Mayo si danza in tre giorni: da oggi al 10 maggio, Trieste ospita la quarta edizione di un festival che celebra il linguaggio universale del tango nella sua dimensione più autentica. L’evento, promosso dal Circolo del Tango di Trieste in coorganizzazione con il Comune di Trieste, si presenta come un dinamico intreccio tra musica, danza, fotografia e tradizione: la rassegna prenderà il via questa sera alle 19:00, presso la Sala Teatro Piccola Fenice (via San Francesco, 5). Ad aprire ufficialmente le danze sarà l’inaugurazione della mostra fotografica “Giorni di tango oggi” di Lucia Baldini, artista da anni impegnata nell’indagine del rapporto tra immagine, movimento e identità: ad affiancare gli scatti di Baldini saranno le opere di Isabel Carafì, artista argentina e triestina d’adozione.

Le tre giornate di Flores de Mayo saranno scandite dalle milonghe tematiche che accompagneranno l’intera manifestazione. Si inizierà con la “Milonga di Primavera” della prima serata, caratterizzata da un dress code floreale e accompagnata dalle esibizioni degli Hyperion Ensemble insieme alla cantante Marisol Martinez. Seguirà l’affascinante “Milonga d’epoca” del sabato pomeriggio, dedicata alle atmosfere storiche del tango, per arrivare poi alla “Milonga di Gala”, evento centrale della rassegna, che vedrà protagonista il gruppo Tangospleen, fondato dal musicista argentino Mariano Speranza. Parallelamente agli spettacoli, il festival proporrà momenti di approfondimento culturale dedicati alla storia del tango, ai suoi protagonisti e alle sue radici: il celebre ballo argentino, nato sulle rive del Río de la Plata, è frutto della contaminazione fra le tradizioni locali, le comunità afrodiscendenti e i numerosi immigrati europei, in particolare italiani, tedeschi e spagnoli, che popolavano l’Argentina a inizio Novecento.

A Flores de Mayo, le atmosfere originarie verranno rivissute grazie alla “Milonga d’epoca”, attraverso registrazioni storiche e strumenti originali: gli incontri di ascolto saranno invece dedicati a figure emblematiche del tango come Osvaldo Pugliese. Ampio spazio sarà riservato inoltre alla contaminazione tra arti diverse, con laboratori fotografici e sessioni di ritratto, mentre i “Trieste Tango Tour” porteranno racconto e musica dal vivo nelle vie cittadine. Non mancheranno appuntamenti dedicati alle danze folkloriche argentine, come zamba e chacarera, pensati per ampliare lo sguardo sulla cultura sudamericana in tutte le sue sfaccettature. Fondamentali anche i momenti di dibattito e riflessione sociale, organizzati in collaborazione con realtà del territorio tra cui il GOAP di Trieste.

Il festival prevede inoltre diversi appuntamenti negli spazi forniti dal Comune di Trieste: sabato 9 maggio 2026, dalle 11 alle 12 al Mercato Coperto, dopo una passeggiata tra viale XX Settembre e diversi luoghi storici della città, si terrà un’attività musicale guidata dal musicista e chitarrista Eduardo Contizanetti, che accompagnerà il pubblico attraverso storie e suggestioni legate al tango e alla realtà triestina. Domenica 10 maggio, all’Orto Botanico di Trieste, dalle 10 alle 11 si svolgerà un laboratorio fotografico guidato dalla fotografa Lucia Baldini, mentre dalle 11 alle 12 sarà proposta una passeggiata floreale in musica con Eduardo Contizanetti. In caso di maltempo, parte delle attività si terrà nella Sala Costantinides del Museo Sartorio, dalle 11 alle 12:30.

A coronare i tre giorni danzanti sarà un percorso enogastronomico dedicato alle tradizioni argentine, pensato per arricchire ulteriormente il dialogo tra culture e tradizioni. Il festival si concluderà a partire dalle 16 di domenica 10, sempre alla Piccola Fenice, con la tradizionale “Maratonina dei saluti”. Flores de Mayo si propone dunque come spazio d’incontro e scambio, in cui il tango diventa chiave di lettura del presente e occasione per costruire relazioni, valorizzare le differenze e generare nuove connessioni. Le tre giornate del festival saranno interamente dedicate a una tradizione che, dalle sponde del Río de la Plata, ha raggiunto un passo alla volta il resto del mondo: Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, il tango continua oggi ad esercitare un fascino inesauribile, rinnovandosi costantemente senza mai perdere il legame con le proprie radici.

Articolo di Benedetta Marchetti

Ultime notizie

Dello stesso autore