Un anno di scuola, viaggio nei rioni di Trieste dove l’adolescenza brucia davvero VIDEO-RACCONTO

9 aprile 2026 – ore 12:30 – Amore, gelosia, amicizia e fratellanza hanno tutta un’altra forza quando si è adolescenti: l’incertezza per il futuro, l’immaturità, il sentirsi persi mentre ci si crede immortali… La semplicità con cui ricordiamo quegli anni di scuola – le feste, le verifiche e l’esame di maturità – si scontra con la complessità di vivere realmente quei “riti di passaggio” all’età adulta. Il nuovo film “Un anno di scuola” vuole proprio toccare queste corde sensibili, raccontando la vita da diciottenni tra i banchi di scuola e tra le vie di Trieste di tre ragazzi, Antero, Pasini e Mitis, e della giovane svedese Fred. La Trieste che troviamo sul grande schermo è rappresentata in modo autentico: vissuta tra le vie della periferia, nelle piazze dei rioni e osservata dall’alto, negli spazi che concede il Carso. In un’estetica dai colori blu, verde, bianco e “albicocca”, la vita impulsiva di Trieste e dintorni scorre tra i personaggi della storia, dove l’amicizia tra uomo e donna viene esplorata nelle sue zone grigie e l’amore – per sé, per gli altri, per la vita – ha un ruolo centrale. Temporalmente si compie un piccolo salto indietro: la storia è ambientata nel 2007, ma i luoghi, le tradizioni, i Topolini a Barcola, il carnevale di Muggia, il Giardino Pubblico Muzio de Tommasini sono sempre gli stessi. La sceneggiatura è tratta dall’omonimo libro di Giani Stuparich (Edizioni Quodlibet).

“Un anno di scuola” è un film giovane e vero che, ieri sera, in occasione della prima regionale al Cinema Ambasciatori, ha parlato alla sua città, con il suo dialetto. La regista Laura Samani, classe ’89, presenta il suo secondo film nella città natale, che ha vissuto fino ai 19 anni, per poi allontanarsi e studiare a Pisa. Nella produzione di questo film – cinque anni di lavoro – ha potuto rivivere Trieste con occhi diversi: non solo i suoi, arricchiti da esperienze nuove, ma anche quelli di chi Trieste non l’ha mai vista. Da qui si comprende come l’anima della città riesca a passare in modo così autentico attraverso lo schermo: non sono solo le battute e le canzoni in triestino, i “muli” e i “mona”, ma il risultato di una (ri)scoperta curiosa di una città tanto particolare. Anche la costruzione del cast è stata singolare. La regia, insieme all’acting coach Alejandro Bonn, è entrata nella movida di Trieste, nelle scuole e nei locali per trovare i suoi Mitis, Pasini e Antero. Proprio così ha trovato Pietro Giustolisi (Pasini) e Giacomo Covi (Antero), mentre lavoravano come baristi. Samuel Volturno (Mitis), invece, è stato “intercettato” a scuola durante un’interrogazione di chimica. È stata trovata così anche Stella Wendick (Fred), mentre frequentava l’ultimo anno di superiori a Stoccolma: la ragazza, trasferitasi in Italia, ha imparato l’italiano proprio per “Un anno di scuola”.

Per i ragazzi questo film è stato “la prima volta” in molte cose: prima volta sullo schermo, prima amicizia “improvvisata” ma speciale, primi riconoscimenti. Covi, Giustolisi e Volturno sono stati premiati con il Nuovo IMAIE Talent Award – Premio Fabio Sartor. L’emozionatissimo Giacomo ha poi vinto il Premio Orizzonti per il miglior attore durante l’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – La Biennale di Venezia 2025: “Solo tenere la statuetta del Leone in camera è una cosa bellissima, non me l’aspettavo”, dice. Laura Samani ha ricevuto il Premio Pedicini “Autrici Under 40” – Best Director. Siamo di fronte a un film che è entrato pienamente nel tessuto sociale triestino, non solo per le bellissime fotografie dei rioni, spesso tenuti ai margini. La location principale del film è l’Istituto Galvani e la scuola, attraverso la dirigenza e i docenti, ha attivato un Percorso per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO), permettendo un coinvolgimento attivo degli studenti. Sedici sono i ragazzi che compongono la classe 5ª A. Il film, da oggi in tutte le sale, è una produzione Nefertiti Film con Rai Cinema, in coproduzione con Tomsa Films e Arte France Cinéma, distribuito in Italia da Lucky Red. A contribuire alla realizzazione è il Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismo FVG.

Articolo di Aurora Cauter

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