‘Libera 2’, la troupe saluta Trieste. Lunetta Savino e Gianluca Mazzella raccontano la nuova stagione VIDEO-INTERVISTA

28 aprile 2026 – ore 13:00 – Le riprese di Libera 2 entrano nella loro fase conclusiva tra Muggia e Trieste, dove la produzione ha scelto ancora una volta di ambientare la seconda stagione della fiction diretta da Gianluca Mazzella e interpretata da Lunetta Savino, Matteo Martari e Daisy Pieropan. Ieri mattina l’Ex Museo del Mare, sede degli ufficio di produzione di Film Commission FVG, ha ospitato un incontro stampa che si è dimostrato un’interessante occasione di confronto con il regista, la protagonista della serie e un esecutivo della produzione, Antonio Alessi. per fare il punto sul lavoro svolto e sulle novità della nuova stagione. La serie, prodotta da 11 Marzo Film in collaborazione con Rai Fiction, ha iniziato le riprese a metà marzo e si concluderanno il 2 maggio, dopo sette settimane di lavorazione e il coinvolgimento di maestranze locali, a testimonianza di una collaborazione ormai consolidata tra produzione e territorio.

Gianluca Mazzella, regista

Come lo stesso regista ha dichiarato, per lui tornare a Trieste “è prima di tutto un’esperienza emotiva oltre che professionale”. Mazzella ha raccontato come questa seconda permanenza in città, a distanza di tre anni dalla prima stagione, abbia confermato tutte le sensazioni positive già vissute in passato. “È sempre un grande piacere lavorare a Trieste”, anche se non nega una certa malinconia nel lasciare una città in cui “si lavora benissimo. Noi veniamo dal caos romano, dove lavorare è molto difficile, mentre qui fila tutto liscio”, dice, evidenziando come l’organizzazione locale, la disponibilità delle istituzioni e la varietà degli spazi abbiano inciso positivamente sul set.

Entrando nel merito della fiction, questa seconda stagione sarà composta da sei episodi, distribuiti in tre serate televisive. Rispetto alla prima, il racconto cambia prospettiva senza rinunciare alla forza dei personaggi già conosciuti dal pubblico: se la stagione d’esordio ruotava attorno alle vicende più personali della giudice Libera, ora la narrazione si concentra su un nuovo processo, molto rilevante anche dal punto di vista mediatico, che attraverserà l’intera stagione. “Mi auguro che questa seconda stagione possa appassionare il pubblico” spiega Mazzella: “a storia è diversa, l’approccio è diverso, perché il ciclo narrativo della prima stagione si era concluso, ma ci sono sviluppi molto interessanti”. Al centro resta Libera, una giudice determinata, capace di andare oltre le apparenze e di non fermarsi alla soluzione più semplice. “È una donna che, per far prevalere la giustizia, è pronta ad andare avanti in maniera molto decisa. Non si ferma al pregiudizio, non si accontenta della prima possibilità, ma vuole andare fino in fondo nella ricerca della verità”.

Anche il rapporto tra Libera e Pietro, interpretato da Matteo Martari, continuerà a essere una delle linee portanti della serie. La novità più importante riguarda però la dinamica familiare con Clara, dopo la rivelazione della paternità alla fine della prima stagione. “È passato un anno” ha spiega Mazzella “e Pietro ora frequenta la casa di Libera come padre di Clara. Non vive lì, ma c’è una sorta di condivisione nell’educazione della ragazza, con metodi diversi”. Una relazione nuova, più emotiva, destinata a dare profondità ulteriore al racconto.

Accanto ai protagonisti, troveranno spazio anche nuovi innesti, tra cui due poliziotti interpretati da Zoe Pernici e Giulio Cancelli. Mazzella ha voluto però soffermarsi anche sui ruoli più piccoli, spesso decisivi per dare credibilità a una storia. “Non bisogna mai sottovalutare i personaggi che dicono anche solo quattro battute”. Molti sono gli interpreti che sono stati scelti tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, così come le figurazioni, che durante le riprese si sono sempre dimostrate “educatissime, gentili, contente di essere sul set”. Un dettaglio solo in apparenza secondario, ma che per Mazzella racconta bene il clima del lavoro.

Lunetta Savino, protagonista di Libera

Lunetta Savino torna a vestire i panni di Libera con una consapevolezza ancora più profonda del personaggio: in questa nuova stagione, la protagonista compie anche un avanzamento di carriera e diventa Presidente di Corte d’Appello, un passaggio che arricchisce ulteriormente una figura già complessa, severa e insieme fragile, capace di difendersi dalle emozioni ma anche di lasciar intravedere zone più intime. “Ogni volta che si ricomincia qualcosa sembra di avere già tutto chiaro” racconta l’attrice “e invece il nostro è un lavoro affascinante proprio perché tante cose le scopri facendole”. Per Savino, il ritorno sul set è stato anche il ritorno a un gruppo di lavoro consolidato, con un regista con cui il rapporto è ormai saldo e una produzione alla quale si sente profondamente legata.

Libera, ha spiegato, resta un personaggio interamente attraversato dalla passione per il proprio lavoro. Una donna che vive la ricerca della verità quasi come una necessità fisica, una febbre. “Il centro della sua vita è il lavoro” spiega l’attrice, “questo mi piace raccontare, anche da donna: cosa significa avere un obiettivo così forte, sapendo che a volte, per raggiungerlo, bisogna sacrificare qualcosa”. Nella nuova stagione non mancheranno le storie sentimentali, ma non riguarderanno direttamente Libera; la protagonista continuerà a muoversi in un territorio fatto di legge, intuizioni, indagini e processi, dove spesso è un dettaglio minimo a cambiare la direzione del pensiero. “A volte la soluzione, nella ricerca della verità, parte da un’intuizione”, ha osservato Savino, sottolineando quanto l’intreccio giudiziario della nuova stagione sia appassionante anche per la varietà degli approcci e dei personaggi coinvolti.

Molto forte resta anche il legame personale con Trieste. L’attrice non lo racconta come un semplice affetto professionale, ma come qualcosa di più profondo. “Qui a Trieste ho vissuto gioie e dolori fortissimi, e anche nei momenti più complicati mi sono sentita accolta”. Una città che sente vicina, forse per il mare, per il vento, per il modo in cui le persone stanno al mondo. “Sono una donna del Sud, nata in una città di mare” aggiunge, “la bora non è la tramontana della mia città, ma qualcosa me la ricorda. Forse anche per questo qui mi sento nel mio elemento”.

Sul set, l’alchimia con Matteo Martari si è ritrovata con naturalezza. Dopo la prima stagione i due non si erano più rivisti, ma il rapporto scenico, ha spiegato Savino, è ripartito subito. “C’è un’energia che scatta e funziona. Forse ci si conosce di più, quindi tutto diventa più in discesa”. Il legame tra Libera e Pietro, pur cambiato rispetto alla prima stagione, resta centrale: venuto meno il filo narrativo legato alla morte di Bianca, una nuova vicenda li rimette in relazione, ancora una volta con approcci diversi e tensioni narrative forti. Savino ha ricordato anche il piacere di ritrovare colleghi come Monica Dugo e Claudio Bigagli, e di incontrare nuovi interpreti, tra cui Gaetano Bruno e Gaetano Aronica. Attori che, ha sottolineato, conservano “uno sguardo aperto” sul lavoro, senza limitarsi al mestiere, ma continuando a mettersi in gioco.

Antonio Alessi, esecutivo produzione 11 Marzo

A sottolineare il valore produttivo dell’esperienza triestina è stato Antonio Alessi, esecutivo di 11 Marzo Film, che ha raccontato come questa seconda stagione abbia ampliato ulteriormente il rapporto con il territorio. “Siamo stati molto di più a Muggia” spiega, dato che in questa nuova storia diventerà uno dei luoghi abitati dai personaggi, “abbiamo trovato posti meravigliosi. Alcune situazioni ce le siamo dovute inventare, ma sono venute anche meglio di quanto ci aspettassimo”. Trieste, dal canto suo, continua a offrire nuove possibilità: la Camera di Commercio, alcune aree dell’Università, il Tribunale e altri spazi cittadini hanno permesso alla produzione di arricchire il racconto visivo della serie. “Si è aperto un mondo di nuove location” sostienine Alessi “è una città che non finisce mai di stupirci e di regalarci paesaggi diversi”.

Fondamentale è stato il sostegno delle istituzioni locali. Il Comune di Trieste ha messo a disposizione l’ex Museo del Mare, trasformato in base operativa per la produzione, mentre altri enti, dall’EDR all’ATER fino al Tribunale, hanno contribuito a rendere possibile il lavoro sul territorio. Alessi ha insistito anche sul clima umano nato durante le settimane di ripresa: tra le persone arrivate da fuori e le professionalità locali si è creato, ha raccontato, “un legame molto bello e sano”. Comparse, tecnici e maestranze hanno contribuito a costruire un gruppo di lavoro affiatato, preparato e disponibile. “Non sempre succede” osserva “e mi fa piacere sottolinearlo”.

Sul piano della scrittura, la seconda stagione è stata il risultato di un processo lungo, avviato quasi subito dopo la messa in onda della prima. Il dialogo con Rai Fiction è stato costante, con varie proposte e passaggi successivi prima di arrivare alla storia definitiva, che vedrà al centro un caso giudiziario importante e complesso, capace di rispecchiare temi molto attuali. “È una strada complessa dal punto di vista del legal drama”, conclude Alessi, lasciando intendere che la nuova stagione affronterà questioni riconoscibili anche nella realtà contemporanea. Con la chiusura delle riprese prevista per il 2 maggio, proprio all’interno del Tribunale di Trieste, Libera 2 si prepara a salutare il Friuli Venezia Giulia con un’immagine fortemente simbolica. In attesa della messa in onda, prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, la serie conferma il suo doppio legame: da una parte quello con i personaggi e le loro nuove traiettorie emotive, dall’altra quello con un territorio che non fa solo da sfondo, ma diventa parte viva del racconto.

Articolo di Agata Cragnolin

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